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Storie dai Tropici

Pesce avvelenato da ciguatossina: 14 morti in Madagascar

(Toliara, Madagascar - 8/4/2011)

La città di Toliara, sulla costa ovest del Madagascar, è stata teatro di un grave caso d'intossicazione alimentare. Nel giro di un paio di giorni, quattordici le persone morte e un centinaio quelle finite in ospedale dopo aver mangiato sardine. Possibile? Sì, perché la clupéidé o gueba, come la chiamano i pescatori Vezo, è un pesce che, in alcuni casi, può essere contaminato dalla tossina che causa la ciguatera.
Si tratta di una patologia che merita di essere conosciuta da chiunque viaggi nei paesi della fascia tropicale; il termine ciguatera deriva da "cigua", che era il nome usato nelle Antille spagnole per indicare la chiocciola o la lumaca marina. Tuttavia, anche se il nome ha origine nei Caraibi, la malattia era già conosciuta dalle popolazioni dell'oceano Indiano e del Pacifico. La ciguatera è infatti un'intossicazione alimentare tipica di tutte le regioni comprese tra 20° di latitudine Nord e 20° di latitudine Sud.

Tutto comincia da una microscopica alga tossica (Gambierdiscus toxicus) che cresce sul corallo morto; i piccoli pesci che si nutrono dell'alga accumulano la ciguatossina nei loro tessuti, senza però avvelenarsi. I pesci piccoli sono prede dei pesci più grandi, che a loro volta vengono mangiati da altri, in una catena alimentare che porta all'accumulo di sempre maggiori quantità di tossina in un numero sempre maggiore di pesci, che poi finiscono inevitabilmente nei mercati e sulle tavole.
Poiché non c'è alcun modo per distinguere un pesce sano da uno contaminato e poiché la tossina resiste alla cottura, gli episodi di intossicazione sono piuttosto frequenti.

La ciguatossina colpisce gravemente il sistema nervoso umano, ma interessa anche gli apparati digestivi e cardiovascolari. La sintomatologia è varia: disturbi intestinali, prurito, gravi parestesie, tachicardia, dolore e debolezza degli arti inferiori, a volte tanto spiccato da impedire al paziente la deambulazione.
I casi mortali sono rari e si verificano soprattutto a seguito di successivi episodi d'intossicazione. Anche quando i sintomi sono scomparsi, di solito dopo qualche settimana, ma in alcuni casi dopo mesi, una minima quantità di tossina rimane presente nell'organismo e può rivelarsi fatale nel momento in cui si mangia altro pesce contaminato.

Come difendersi? Purtroppo non esistono cure specifiche; in generale si dovrebbe evitare di mangiare pesci catturati nei pressi della barriera coralline, nelle zone in cui è nota la proliferazione di alghe tossiche.
In Madagascar, ad esempio, la pesca alle sardine è vietata da novembre a marzo, periodo che corrisponde alla fioritura algale: ma con i cambiamenti climatici cambiano evidentemente le dinamiche dei nutrienti e il gravissimo caso successo a Toliara dimostra che ancora una volta non ci sono certezze.
Nel sud ovest del Madagascar il divieto di pesca è stato prolungato fino alla fine di aprile, mentre si stanno eseguendo controlli di laboratori per confermare l'origine dell'intossicazione. Alcuni casi di ciguatera sono stati segnalati in questi giorni anche a La Réunion, ma si tratta di episodi isolati.

Altri dettagli su: L'Express de Madagascar
Leggi anche: Dossier Tropici - La ciguatera
Schede PaesiTropicali.com: Madagascar

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