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Storie dai Tropici

Sudamerica e Caraibi, a caccia di lumache giganti

(Miami, USA - 3/8/2012)

Possibile mai che una lumaca possa diventare un vero pericolo per l'uomo e per l'ambiente? Pare di sì, soprattutto se si tratta della chiocciola africana gigante.
Da diversi anni questo mollusco terrestre col guscio, indigeno dell'Africa orientale, si è diffuso in tutto il mondo ma nel continente americano è così ben ambientato che ogni tentativo di scacciarlo risulta vano. La Achatina fulica, così si chiama la chiocciola gigante, ha invaso interi paesi tra cui molte isole dei Caraibi, il Venezuela, la Colombia e l'Ecuador, arrivando addirittura fino alle Galapagos.


Le chiocciole giganti africane sono animali voraci e si riproducono ad una velocità impressionante, una sola femmina depone 200-300 uova al mese. Invadono campi e colture ma anche strade e marciapiedi, tanto che in una città colombiana sul Pacifico ne hanno raccolte più di otto tonnellate in due anni.

I governi di alcuni paesi sudamericani hanno lanciato l'allarme contro questa sorta di piaga biblica, annoverata tra le 100 specie aliene più dannose al mondo; negli avvisi si legge di non prendere mai una chiocciola africana a mani nude e di lavarsi accuratamente dopo un accidentale contatto.
Perché con el caracol gigante, come lo chiamano da queste parti, il problema non si limita al solo piano ambientale.

Nelle regioni tropicali le chiocciole africane ospitano le larve di un nematode, un vermetto parassita che una volta introdotto nell'organismo umano penetra nel cervello e provoca una rara forma di meningite. In genere il decorso della malattia è benigno, ma sono stati riportati anche casi mortali e di disabilità permanente.

Mancano le cifre certe ma il maggior numero di decessi si registra nelle regioni indo-pacifiche dove questi lumaconi sono considerati una delicatezza e vengono mangiati anche crudi o comunque poco cotti. In Sudamerica l'uso di chiocciole crude non è diffuso ma a volte bastano le mani sporche di muco dell'animale o una foglia di lattuga lavata male per ingerire accidentalmente le larve del parassita.

Lo stesso problema ce l'hanno anche in Florida. La prima invasione di chiocciole giganti risale agli anni sessanta; pare sia cominciato tutto da tre esemplari importati da un ragazzo al ritorno da un viaggio. Voleva regalarle alla nonna, che però non gradì il pensiero e si liberò delle chiocciole.
Lo stato della Florida spese un milione di dollari in un programma di eradicazione che durò sette anni. E finalmente riuscì a sbarazzarsi del flagello. Ma nel 2011 le chiocciole sono tornate.

Ogni paese combatte gli intrusi come può. La Florida usa esche a base di fosfato ferrico che però uccidono indiscriminatamente anche altre specie di chiocciole. In Colombia non usano mezzi chimici e le raccolgono a mano, le congelano e poi le inceneriscono. Invece i residenti del Venezuela annegano le chiocciole in una soluzione di acqua e sale (o acqua e cloro), le lasciano macerare e poi le sotterrano.

E' irrealistico pensare ad una eradicazione totale, ormai il danno è fatto. Si deve solo sperare in un lento naturale declino di queste creature.

Altri dettagli: BBC news

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