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Storie dai Tropici

Marea rossa invade spiagge del Costa Rica

(San José, Costa Rica - 14/5/2012)

E' da un mese ormai che le belle spiagge di Manuel Antonio sono impraticabili a causa della marea rossa, un fenomeno conosciuto in diverse parti del mondo ma che quest'anno si è presentato con maggiore intensità lungo ampi tratti della regione pacifica del Costa Rica.
La superficie del mare, di un colore marrone rossastro, e la schiuma gialla che si forma ad ogni ritmico moto dell'onda non invitano certo a fare il bagno. E poi c'è quell'odore intenso, penetrante, derivante dalla putrefazione del fitoplancton. “ L'odore che viene dal mare è insopportabile” si lamentano sconsolati i turisti di Quepos. Qui un simile fenomeno non era mai durato così a lungo.

Le maree rosse si verificano quando alcune specie di microalghe, normalmente presenti in mare, si moltiplicano ad una velocità tale da raggiungere concentrazioni altissime. Alcune alghe producono tossine potenzialmente dannose per l'uomo e per la fauna marina, che possono causare irritazioni da contatto a pelle e occhi ma anche problemi più seri se ingerite attraverso molluschi contaminati.

Tuttavia non sembra essere questo il caso della marea rossa del Costa Rica. I risultati delle analisi dei campioni prelevati dal laboratorio dell'università di Puntarenas erano tutti negativi già un paio di mesi fa, quando la marea rossa ha invaso il golfo di Nicoya. Ulteriori test hanno confermato l'assenza di tossicità anche nelle acque di Quepos e del Parco Nazionale di Manuel Antonio, ragion per cui non è stato emesso alcun divieto di balneazione ma il consumo di molluschi è comunque sconsigliato.
La massiccia presenza di alghe provoca danni ingenti non soltanto al turismo ma anche alla pesca. Particolarmente colpiti i piccoli pescatori locali che non possono allontanarsi per mancanza di mezzi e imbarcazioni adatte alla pesca d'alto mare.

La fioritura delle alghe è associata a non ben conosciute variazioni di temperatura e salinità ma soprattutto alla presenza eccessiva di nutrienti. In Costa Rica durante i mesi estivi i forti venti in mare aperto facilitano la risalita del fitoplancton dalle acque più profonde alla superficie, dove i microorganismi trovano luce e temperature ideali alla vita.
Ma ciò che maggiormente influenza la presenza e la durata delle maree rosse non è un processo naturale. I fiumi che sfociano tra Jaco e Puntarenas trasportano in mare gli scarichi agricoli e gran parte degli inquinanti prodotti nelle valli centrali, in cui si fa un uso crescente di fertilizzanti chimici. Di conseguenza, specialmente quando piove meno, nelle acque costiere nitrati e fosfati raggiungono alte concentrazioni e il fitoplancton, che trova le condizioni adatte a prosperare, comincia a riprodursi in maniera incontrollata.

Una volta che il processo è avviato c'è ben poco da fare. E che persino in Costa Rica, un paese da sempre attento all'ambiente, si debba assistere impotenti al fenomeno della marea rossa sulle spiagge è davvero spiacevole.

Altri dettagli: La Nacion

Schede PaesiTropicali.com: Costa Rica


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