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Storie dai Tropici

Costa Rica e Nicaragua: scaramucce al confine

(San Jose, Costa Rica - 14/11/2010)

Rimane irrisolta la disputa sulla frontiera tra Costa Rica e Nicaragua; l'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) interviene e invita i due paesi centroamericani a ritirare le truppe militari dal confine e risolvere urgentemente le tensioni, che durano ormai da un mese.

L'attuale controversia riguarda l'isola Calero, alla foce del fiume San Juan, che segna un lungo tratto di confine tra le due nazioni prima di sfociare nel Mar dei Caraibi.
Il Nicaragua ritiene che l'isola sia all'interno dei propri confini e aveva avviato operazioni di dragaggio dei sedimenti al fine di facilitare la navigazione del fiume. Al Costa Rica, che invece continua ad affermare la sovranitÓ tanto sul fiume quanto sull'isola Calero, l'operazione non Ŕ piaciuta, anche perchÚ gran parte dei materiali e dei rifiuti del dragaggio sarebbero stati scaricati sulla sponda destra del San Juan, ben al di lÓ della frontiera nicaraguense.

La disputa s'inasprisce quando il governo di Managua schiera truppe militari a sostegno delle operazioni di dragaggio; dal canto suo Laura Chinchilla, neo presidente del Costa Rica, vede l'intervento come un'incursione dell'esercito nicaraguense nel territorio nazionale. Il paese, che dal 1948 non ha un esercito, ha risposto inviando alla frontiera i suoi poliziotti armati, ma allo stesso tempo dichiara che un conflitto armato non Ŕ un'opzione plausibile.

La risoluzione dell'OSA di ieri, che invita i due paesi a ritirare le forze militari dal confine, Ŕ stata accolta dal Costa Rica come una vittoria diplomatica: 22 paesi hanno votato a favore, con i soli voti contrari del Venezuela e del Nicaragua stesso. Ma il governo del Nicaragua, che non riconosce all'organizzazione l'autoritÓ di pronunciarsi sulle controversie di confine, ha dichiarato che non ritirerÓ le sue truppe.

Secondo quanto pubblicato dai quotidiani costaricani, l'operazione di Managua sarebbe dettata dalla volontÓ del governo di cercare consensi e spostare l'attenzione pubblica dai problemi interni, soprattutto ora che il Nicaragua si prepara ad una nuova campagna elettorale.
Dilaga intanto in Costa Rica il sentimento xenofobo nei confronti degli immigrati nicaraguensi, un problema storico che rischia di aggravarsi a seguito delle tensioni diplomatiche tra i due paesi confinanti. Prevale tuttavia la volontÓ di risolvere la questione territoriale attraverso la via dei colloqui. Migliaia di persone hanno marciato ieri a San Jose per chiedere una soluzione pacifica.

In passato il Costa Rica aveva accusato Google di alimentare la controversia, pubblicando su Google Maps carte che segnavano Isla Calero sul lato nicaraguense del confine. Google aveva ammesso l'errore e ha poi modificato la mappa. Ma il contenzioso tra i due paesi Ŕ ben pi¨ antico e risale alla metÓ del XIX secolo, quando venne istituito il Trattato Ca˝as-Jerez (15 aprile 1858) accolto con favore in Costa Rica ma contestato dal Nicaragua.
Da allora le questioni di confine sono sempre state spinose. Non a caso un ex presidente costaricano, Ricardo JimÚnez Oreamuno, dichiar˛ che il Costa Rica non ha due stagioni, ma tre: quella secca, quella delle piogge e la stagione dei problemi con il Nicaragua.

Altri dettagli su: La Naciˇn


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