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Storie dai Tropici

Vaccino dengue: annunciato lancio nel 2014

(Lione, Francia - 16/5/2011)

Il vaccino contro la dengue è dietro l'angolo, ha annunciato in questi giorni il gruppo francese Sanofi Pasteur. Il che vuol dire, tradotto nel linguaggio della sperimentazione farmaceutica, quattro anni.
Possono sembrare tempi lunghi eppure, dopo quindici anni di ricerca, la casa farmaceutica è finalmente in dirittura d'arrivo: il vaccino è in fase 3, l'ultimo passo del lungo iter di sviluppo prima della commercializzazione.

A partire dal 2014, sempre che tutto vada per il verso giusto, saranno prodotte cento milioni di dosi ogni anno; per avere un termine di paragone, le dosi di vaccino anti-influenzale distribuite da Sanofi sono duecento milioni, appena il doppio. Appare chiaro fin da ora che la produzione, sia pure prevista in quantità considerevoli, non basterà a soddisfare la domanda: secondo i dati comunicati dall'OMS 2,5 miliardi di persone sono a rischio dengue, praticamente due terzi della popolazione mondiale.

La dengue è considerata una delle maggiori patologie infettive emergenti e ormai fa paura almeno quanto la malaria. Ogni anno 50 milioni di persone contraggono questa forma virale, trasmessa dalla puntura di zanzare infette, che è responsabile di almeno 25.000 decessi nei paesi tropicali e sub tropicali. Perché se non trattata, la dengue può evolversi da una manifestazione febbrile simil-influenzale ad una pericolosa forma emorragica, che ha una letalità del 20%.

Per quarant'anni non ci sono state cure all'orizzonte. Lo sviluppo di un qualsiasi vaccino è già di per sé un processo lungo e complesso, ma nel caso della dengue il cammino è reso ancor più difficile dalla necessità di ottenere un prodotto in grado di neutralizzare 4 diversi sierotipi virali. Una sfida complicata, che ha richiesto tempi da tre a quattro volte più lunghi rispetto alla realizzazione di vaccini già in commercio per altre malattie trasmesse dalle zanzare, come la febbre gialla o l'encefalite giapponese.

Sanofi, leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di vaccini, è anni avanti ai suoi concorrenti e una ragionevole prospettiva vede la casa farmaceutica francese a lungo sola sul mercato: in breve, la diffusione del vaccino sarà gioco forza limitata dalle capacità produttive di una sola azienda.
Viene da chiedersi in che misura le persone più a rischio, ovvero le comunità povere delle aree suburbane, potranno avere accesso alle cure. Quali criteri di priorità saranno seguiti?
Un vaccino, oltre ad essere efficace e non avere gravi effetti collaterali, dovrebbe essere anche economico. Ma questa è una proprietà che la casa farmaceutica, che ha investito ingenti capitali nella ricerca e sviluppo, non può soddisfare. E poiché i paesi a maggior rischio sono quelli a medio e basso reddito, è facile immaginare che in assenza di un sostegno internazionale la dengue continuerà a mietere vittime, anche quando avremo un vaccino per combatterla.

Altri dettagli su: Reuters AlertNet

Leggi anche: Allerta dengue: quali sono i paesi a rischio (6/4/2011)
Dossier tropici: Tutti i numeri della dengue

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