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Storie dai Tropici

Ex dittatore sanguinario Baby Doc torna ad Haiti

(Port-au-Prince, Haiti - 17/1/2011)

Quando pensi di aver giÓ visto tutto ad Haiti, spunta Baby Doc. Jean-Claude Duvalier, ex presidente haitiano in esilio da 25 anni, rientra in patria malgrado su di lui penda l'accusa di aver ucciso migliaia di haitiani e di aver sottratto ingenti somme allo Stato.
All'aeroporto ha dichiarato: ôso quanto la mia gente soffre, voglio dar loro la mia solidarietÓ e rendermi disponibile a partecipare alla rinascita di Haiti.ö

Il rientro dell'ex dittatore aggiunge un altro elemento di instabilitÓ nel paese, devastato dal terremoto e decimato colera, e rischia di complicare un clima di grande incertezza politica. Proprio in questi giorni si sarebbe dovuto tenere il ballottaggio per scegliere il successore di Preval, ma il secondo turno Ŕ stato rimandato a febbraio per la necessitÓ di ricontare i voti dello scrutinio di novembre, sul quale pesano ombre di brogli e corruzione.

Il nome dei Duvalier Ŕ legato ad uno dei momenti pi¨ tristi della storia di Haiti. Appena eletto presidente nel 1956, Francois Duvalier, noto come Papa Doc, istituisce una micidiale macchina del terrore, un corpo armato di "volontari per la sicurezza nazionale", cui gli haitiani affibbiano il nome di Tonton Macoute, uomo nero.
Come in brutto sogno diventato realtÓ, questi squadroni della morte usano impunemente qualsiasi genere di violenza e di crimine e vandalizzano il paese per garantire il potere alla famiglia Duvalier, che intanto si arricchisce smoderatamente a spese della popolazione haitiana.
Dopo 15 anni di rapace dittatura, Papa Doc muore e a lui subentra il figlio Jean-Claude, allora appena diciannovenne, che riesce a mantenere il potere con gli stessi mezzi usati dal padre: terrore, violenza e persecuzioni. Ma non ha il carisma di Papa Doc e una rivolta popolare lo costringe nel 1986 a scappare dal paese: Baby Doc sale su un aereo e si rifugia in Francia, dove andrÓ a sperperare il denaro sottratto alla casse dello stato haitiano.

Oggi, dopo 25 anni di esilio dorato, l'ex dittatore rimette piede sul suolo haitiano, accolto da un gruppo di suoi sostenitori. Sorprendendo tutti, visto che sul suo capo pende l'accusa di omicidio, crimini contro l'umanitÓ e malversazione. Secondo Transparency International, la famiglia Duvalier avrebbe accumulato, durante i suoi 28 terribili anni di governo, un patrimonio di diverse centinaia di milioni di dollari.
Parte di queste somme Ŕ tuttora bloccata sui conti svizzeri dei Duvalier: il tribunale elvetico non si Ŕ ancora pronunciato a favore della restituzione dei fondi alla popolazione haitiana.
Il premier Jean-Max Bellerive ha dichiarato alla stampa che, essendo cittadino haitiano, Jean-Claude Duvalier ha diritto a rientrare in patria. Non una parola sulle azioni legali a cui potrebbe essere sottoposto l'ex dittatore.

Altri dettagli su: RFI
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