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Storie dai Tropici

Inondazioni nel Queensland: il muro d'acqua arriva a Brisbane

(Brisbane, Queensland, Australia- 11/1/2011)

Le forze di sicurezza di Brisbane stanno distribuendo sacchi di sabbia ai residenti per arginare l'alluvione, il cui picco massimo è previsto tra domani e dopodomani.
La terza città più grande dell'Australia, finora risparmiata dalle inondazioni che da settimane devastano il Queensland, sta per affrontare la minaccia più grave degli ultimi decenni: il sindaco ha dichiarato che 6.500 abitazioni e strutture industriali sono a rischio e ha ordinato l'evacuazione di alcune zone della città.

I supermercati sono stati presi d'assalto e non hanno più scorte, molti negozi sono chiusi e la ferrovia è interrotta, mentre sulle autostrade si gira ormai solo in barca. Il livello del fiume è salito di 1,5 metri in appena un'ora, riferisce un funzionario locale.

Poco più a monte, a Toowoomba, è ancora in corso una massiccia operazione di soccorso e recupero dei dispersi, dopo che un'ondata di piena improvvisa ha travolto e ucciso nove persone. Il capo della polizia ha descritto la calamità come uno “tsunami interno”, un muro d'acqua venuto dal nulla, che si rovesciato nella valle dopo 36 ore di pioggia incessante.

La situazione nel nord est dell'Australia è ben lungi dal normalizzarsi: piove ormai da settimane e i fiumi continuano a straripare. Le autorità hanno più volte avvertito la popolazione di non attraversare le strade allagate, perché infestate da serpenti velenosi e coccodrilli.

Prima della peggiore catastrofe dell'ultimo mezzo secolo, in molte città del Queensland era necessario razionare l'acqua per evitare gli sprechi. Dopo anni di siccità, un'area grande più di un milione di chilometri quadrati è sommersa.
Il 2010 è stato uno degli anni più piovosi mai registrati nell'Australia orientale e i meteorologi azzardano una spiegazione: è colpa della Niña, quel fenomeno che si verifica quando le temperature della superficie del mare sono più basse del normale nel Pacifico orientale e più calde nel Pacifico occidentale.

Il gradiente termico tra le acque fredde lungo le coste del Sud America e quelle più calde sul versante orientale dell'Australia, crea un'anomala differenza di pressione tra le due zone. Gli alisei orientali s'intensificano e trascinano grandi masse d'aria calda e umida dal Pacifico equatoriale alla costa australiana, con le inevitabili conseguenze: nuvole gonfie di pioggia, che scaricano al suolo violente e incessanti precipitazioni.
La Niña, dicono gli esperti, sta raggiungendo il suo apice proprio in questi mesi e questo spiegherebbe perché l'Australia sta ricevendo quantitativi di pioggia superiori al 400% del normale.

Altri dettagli su: BBC news


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