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Storie dai Tropici

La fortuna di Ben

(Hamilton Island, Australia - 30/12/2009)

"Ouch! A little incident on the beach" titola il blog di Ben Southall, il fortunato custode dell'isola di Hamilton, un paradiso corallino nel bel mezzo della grande barriera australiana. Il piccolo incidente di cui parla il blogger è la puntura di una malefica Irukandji , una di quelle meduse velenose che vivono lungo le coste australiane; questa è la più piccola di tutte, misura appena qualche centimetro, ma è anche la più pericolosa, a volte letale. Non sembra tuttavia che il biondino Ben sia in pericolo di vita.
Per chi non lo sapesse, Ben Southall è il vincitore del concorso per "il miglior lavoro del mondo", una di quelle trovate pubblicitarie che, una volta rimbalzate sulla rete, fanno il giro del mondo in poche ore. In effetti, si trattava di un annuncio di lavoro piuttosto singolare quello proposto all'inizio del 2009 dall'ente del turismo del Queensland: l'incarico di guardiano dell'isola di Hamilton. Durata sei mesi, retribuzione 150mila dollari australiani (poco meno di 100mila euro) oltre a vari bonus, compreso alloggio in villetta vista mare con piscina. L'impegno non sembrava tanto gravoso: farsi un giretto quotidiano, scattare qualche foto e, soprattutto, tenere un diario aggiornato della propria esperienza su web. Insomma, qualcosa di molto simile ad una vacanza, almeno in apparenza. Tant'è che sono arrivati 34.000 curriculum da oltre 200 paesi del mondo.
Ad ogni buon conto, il vincitore del concorso, un britannico di 34 anni, ha saputo svolgere bene il suo lavoro: il blog di Ben Southall, tra videodiari, foto e racconti, ha registrato più di 8 milioni di visite. Per l'ente del turismo del Queensland una ricaduta mediatica di tutto rispetto, che ha generato ricavi per oltre 100 milioni di dollari a fronte di un investimento tutto sommato molto contenuto. Così, il rapporto di lavoro, che doveva concludersi il 31 dicembre, è invece destinato a continuare. A Ben Southall è stato infatti offerto il ruolo di promotore turistico del Queensland e pare che il ragazzo parteciperà anche ad una serie video curata dalla National Geographic.
Naturalmente la cronistoria dell'incidente con la medusa velenosa è raccontata nei minimi dettagli sulla pagina del blog del 29 dicembre. Ben stava allegramente scorazzando in moto d'acqua con alcuni amici davanti alla spiaggia quando è inavvertitamente caduto in acqua e ha sentito un dolore all'avambraccio, come fosse una puntura di vespa. Al principio non sembrava grave ma poi ha cominciato ad accusare mal di testa, dolori al petto e alla schiena, febbre e forte stanchezza ed è stato trasportato in infermeria. Il suo caso evidentemente non richiedeva ospedalizzazione, è andato a dormire e il giorno dopo ha diligentemente raccontato la sua avventura sul blog, rammaricandosi di non aver indossato la muta, come di solito si dovrebbe fare per bagnarsi nelle acque australiane durante questa stagione.
E' stato fortunato Ben. Non esistono antisieri o trattamenti specifici per la sindrome da Irukandji: si usano analgesici per alleviare il dolore ma, nei casi più gravi, è necessario ricorrere a terapie specifiche per curare ipertensione, aritmie e shock cardiaco provocati dalla tossina. In Australia si registra in media un decesso l'anno a causa delle meduse, spesso tra i bambini. Le ultime fatalità risalgono comunque al 2002, quando due sfortunati turisti morirono dopo essere stati punti dalle famigerate jellyfish australiane.

Dossier Tropici: Australia da brivido

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