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Storie dai Tropici

La rivoluzione del gabinetto

(Betul, Madhya Pradesh, India – 14/2/2012)

Una giovane donna indiana ha vinto la sua personale battaglia di civiltà e dignità ed è diventata ambasciatrice di una piccola grande rivoluzione: il gabinetto in casa.
Anita Narre si era sposata nello scorso maggio, ma aveva lasciato il marito dopo solo due giorni perché l'abitazione dei suoceri, nella quale la coppia era andata a vivere, non aveva servizi igienici. Sembrava un atto di sfida senza precedenti in questa regione centrale dell'India, dove la gente è abituata da sempre a defecare all'esterno.
Invece per la comunità di Ratanpur, un villaggio rurale del Madhya Pradesh, è l'inizio di una possibilità concreta di cambiamento.

Il marito di Anita, pur di salvare il matrimonio, dà fondo ai suoi pochi risparmi e, facendosi aiutare anche dal panchayat del villaggio, installa un gabinetto con sciacquone. Come promesso, la donna torna a casa.
Ispirate dall'atto coraggioso di Anita, le donne di Ratanpur scatenano una piccola rivolta: tanto che nel giro di nove mesi appena, delle 300 e oltre famiglie del villaggio più di ottanta si sono già dotate di servizi igienici e un altro centinaio si sta attrezzando.
Sulabh International, organizzazione non governativa indiana impegnata nella fornitura dei servizi sanitari di base ha deciso di premiare il coraggio di Anita Narre offrendole un riconoscimento di 500 mila rupie (circa 10.000 USD).

La mancanza di servizi igienici è un problema acuto in molti paesi sottosviluppati; in India, nazione che conta un miliardo di abitanti, la metà dei quali non ha ancora accesso ad acqua corrente, gabinetti e fognature, la situazione è particolarmente critica, soprattutto nelle regioni rurali. Gli escrementi che finiscono nei campi vengono dilavati dalle piogge e contaminano pozzi e riserve d'acqua, favorendo la diffusione di dissenterie e gravi malattie infettive.

Alla defecazione all'aperto si unisce un altro mortificante aspetto: la raccolta manuale degli escrementi umani, praticata dalle donne spazzine appartenenti alla casta più bassa, quella degli intoccabili.
Il governo indiano ha vietato la raccolta manuale delle feci umane nel 1993, ma la legge non è ancora pienamente applicata; si calcola che nelle città più piccole e nelle campagne ci siano ancora centinaia di migliaia di poveri emarginati costretti a praticare questo umiliante lavoro.
In alcuni stati dell'India è da poco entrata in vigore una legge che rende obbligatori i servizi igienici e che obbliga, in particolare, i rappresentanti del popolo a dotare la propria casa di toilette con sciacquone entro un anno dall'elezione, pena la perdita del mandato.
Ma la strada per migliorare le condizioni igieniche del paese è ancora lunga; ben vengano quindi gli sforzi e le iniziative che partono dal basso, come la piccola rivoluzione di una donna qualunque.

Altri dettagli: BBC


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