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Storie dai Tropici

Commercio dell’avorio: no del CITES alla Tanzania, sì allo Zambia

(Doha, Qatar - 17/3/2010)

Il Segretariato Generale della CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) ha consigliato agli stati membri, riuniti in questi giorni in conferenza a Doha, di non autorizzare la Tanzania alla vendita "one-off" di 90 tonnellate di avorio.
Ma, sorprendentemente, ha espresso parere favorevole per lo Zambia, che potrebbe quindi immettere legalmente sul mercato quasi 22 tonnellate del prezioso materiale.

In un documento rilasciato oggi dalla segreteria del CITES si legge preoccupazione per la capacità della Tanzania di far fronte al bracconaggio e alla caccia illegale degli elefanti; i controlli da parte delle autorità sul traffico dell'avorio sarebbero inadeguati, gli stock non possono essere verificati e manca un sistema di monitoraggio della provenienza delle zanne.
Il Segretariato CITES raccomanda perciò di respingere la richiesta della Tanzania, ma caldeggia quella dello Zambia, sostenendo che in questo paese sono in atto "misure adeguate ed efficaci controlli".

Zambia e Tanzania rappresentano i più importanti corridoi di traffico illegale di avorio in Africa, come dimostrano i campionamenti di DNA sugli stock sequestrati negli ultimi anni, che fanno risalire la maggior parte dell'avorio di contrabbando proprio a queste due nazioni.

Negli ultimi 30 anni, gli elefanti africani sono diminuiti di circa il 35 per cento. Per questo figurano nell'appendice I della CITES, quella in cui rientrano le specie a maggior rischio di estinzione.
L'ultima Conferenza CITES nel 2007 aveva adottato una moratoria sul commercio di avorio ricavato da zanne di elefante, che sarebbe dovuta rimanere in vigore fino al 2018. Una coalizione di 23 paesi africani, Kenya in testa, chiede di mantenere questa moratoria.

Il CITES sembra invece cedere alle lusinghe dello Zambia, che specie minacciate, come gli elefanti, possano essere sfruttate in modo sostenibile e gli utili accantonati a fornire i fondi per la loro conservazione futura. Queste, insieme alle spese di mantenimento troppo alte, sono infatti le motivazioni della richiesta dello Zambia di declassare gli elefanti nell'appendice II.
"La posizione assunta dalla segreteria del CITES è sorprendente" riferisce un esponente del Fondo internazionale per il benessere degli animali (IFAW), "visto che ci sono prove evidenti che lo Zambia è coinvolto nel traffico illegale di avorio".

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