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Tonga

Perché andare

Il regno di Tonga comprende quattro gruppi di isole piuttosto distanti fra loro; procedendo da nord a sud si incontrano prima le Niuas, le Vava'u, poi le Ha'apai e infine il gruppetto di Tongatapu, formato dall'omonima isola-capitale, dalla bella e verde 'Eua, nonché da qualche piccolo atollo resort. Tra Tongatapu a sud e le isole minori più a nord ci sono 7 gradi di latitudine, 500 km circa ma soprattutto una distanza abissale negli stili di vita e nei paesaggi.

Nuku'alofa sfugge a qualsiasi definizione. La capitale di Tonga non ha grandi attrattive, con gli edifici moderni e spesso anonimi e le strade trafficate che nelle ore di punta soffocano per lo smog. Ma non tutto è da buttare; un certo fascino questa tipica città del Pacifico ce l'ha, con il suo bel lungomare, le sue chiese dai campanili rossi e l'affollato mercato coperto. Quindi merita una sosta di qualche giorno, anche solo per visitare il resto di Tongatapu prima di dirigersi verso isole francamente più attraenti.

La principale attrazione turistica di Tongatapu, la più grande di tutto l'arcipelago, non sono tanto le spiagge e le lagune quanto le affascinanti testimonianze archeologiche dell'antica Polinesia. A Lapaha, l'antica capitale tongana, si possono ammirare i resti di 28 sepolcri piramidali in pietra che si ergono su un verde manto erboso. Ma forse è più curioso il trilite Ha'amonga, un monumento costruito con tre grandi blocchi di corallo, uguale per forma e probabilmente anche per funzione ai più noti triliti di Stonehenge.
Con il suo entroterra completamente pianeggiante e intensamente coltivato a zucche, Tongatapu non lascia stupiti per i suoi paesaggi, anche se le distese di palme e le belle spiagge non mancano, soprattutto lungo la costa occidentale. Le lagune hanno colori meravigliosi ma per fare il bagno è necessario sincronizzarsi sull'alta marea, perché nelle altre ore della giornata l'acqua molto bassa arriva a lambire appena la barriera corallina.

A soli 10 minuti di volo dalla piatta e monotona Tongatapu c'è l'isola di 'Eua, un aspro scoglio di roccia calcarea tappezzato da un manto intricato di felci e di baniani. E' un posto piacevole e vale una tappa per fare belle escursioni in foresta e godere di straordinari panorami. Durante l'inverno australe capita di frequente di avvistare le balene dalle alte scogliere di 'Eua, ma se il whale watching è la vostra passione allora è meglio puntare a nord, verso il gruppo delle Vava'u.

Una sessantina di isole e isolette verdissime, dal profilo che più frastagliato di così non si può: puntuali e numerosi ogni anno i mammiferi più grandi del pianeta arrivano in questo dedalo di fiordi e insenature protette per accoppiarsi o per dare alla luce i propri piccoli. Alle Vava'u lo spettacolo delle megattere è assicurato tra luglio e ottobre; numerosi gli operatori che propongono escursioni in barche spesso dotate anche di idrofoni e in alcuni casi di attrezzatura subacquea per fare diving o nuotare in compagnia dei grandi cetacei. Le Vava'u vantano numerosi siti di immersione ma bastano maschera e tubo per godersi questi fondali strepitosi.
Con uno dei porti più sicuri del Pacifico Vava'u è una tappa fissa per molti equipaggi che navigano in questo oceano. Nella profonda baia di Port of Refuge si radunano ogni anno tra agosto e novembre centinaia di barche a vela, che qui trovano ormeggi ridossati dove gettare l'ancora e il piccolo ma piuttosto vivace capoluogo per scendere a terra. La presenza di vesti costanti e dalla forza ideale fa delle Vava'u un arcipelago molto “marittimo” adatto anche al charter, in cui non poteva quindi mancare una base dei Moorings.

Ancora addormentate nel loro splendido isolamento le Ha'apai sono la quintessenza dell'isola del Pacifico. Isolotti sabbiosi coperti di palme da cocco, lagune turchesi e sullo sfondo un paio di vulcani dalla forma conica perfetta che spuntano dall'oceano. Il tempo sembra essersi fermato in questo gruppo di isole scarsamente abitate, molto meno turistiche di Vava'u e decisamente più naturali della forse troppo urbanizzata Tongatapu.
L'isola principale è Lifuka ed è qui che si trova il capoluogo, Pangai, troppo piccolo per essere definito una cittadina ma comunque il centro di tutte le attività e quindi una buona base per i pochi turisti che si spingono da queste parti. Al gruppo delle Ha'apai appartiene anche Tofua, un isolotto vulcanico dove si coltiva la kava ma più che altro conosciuto per l'ammutinamento del Bounty, avvenuto proprio in queste acque.

Il gruppo più settentrionale di isole, le Niuas, è completamente fuori dalle rotte turistiche, senza strade né luce elettrica. Seducenti nei paesaggi e nello stile di vita queste tre isole vulcaniche, il cui nome significa 'molte noci di cocco' ed è ben meritato, sono state purtroppo devastate dallo tsunami del 2009; gli abitanti, meno di un migliaio, hanno perso ogni cosa e ancora oggi a distanza di anni i tre villaggi non sono stati ricostruiti. Lo tsunami ha trascinato via anche il Palm Tree Island Resort di Hunganga, una delle pochissime strutture turistiche delle Niuas. Prima di partire per queste isole lontane è meglio quindi informarsi presso il Tonga Visitor Bureau.

continua a leggere: Quando andare - il periodo migliore per il tuo viaggio

     


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