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Cambogia

Perché andare

Se pensate che Phnom Penh sia una città triste e priva di luoghi di interesse vi sbagliate di grosso. Anzi, sbrigatevi ad andarci, prima che venga invasa dai turisti e perda quell'atmosfera d'altri tempi, ormai scomparsa in gran parte delle altre capitali del sudest asiatico.

Il primo approccio potrebbe essere l'Elephant Bar all'ora dell'happy hour, ovvero dalle 4 del pomeriggio fino a sera, quando i cocktail, sempre eseguiti alla perfezione, vengono serviti a metà prezzo. E' lo storico bar dello storico hotel costruito nel 1929, ai tempi in cui la Cambogia faceva parte dell'Indocina francese e Phnom Penh era la Perla dell'Asia. Le sale eleganti e raffinate hanno visto passare personaggi del jet set, scrittori e corrispondenti di guerra; qui sono ambientate alcune scene di Urla del silenzio, il film che racconta la follia omicida dei khmer rouge ma anche l'amicizia nata tra il giornalista americano Sydney Schanberg e il fotografo cambogiano Dith Pran. Oggi questo albergo, interamente rinnovato, si chiama Raffles Hotel Le Royal e i suoi bar sono frequentati da una clientela giovane, rilassata e cosmopolita.

Phnom Penh è rinata e torna a far sognare: la città si gira facilmente a piedi, oppure in remorque, un carrozzino a due ruote e a sei posti stile ape trainato da una motocicletta, che è chiamato anche tuk tuk, ma che con i micidiali e rumorosissimi tuk tuk thailandesi non ha nulla a che vedere.
I principali luoghi d'interesse si trovano sul lungo fiume e nei pressi del porto. Già, perché Phnom Penh, pur essendo a più di 150 km dal mare, ha un suo porto situato alla confluenza del Mekong con il Tonle Sap River.
Le facciate degli edifici coloniali e gli ampi boulevard alberati, su cui si affacciano un'infinità di caffè e ristoranti, rapiscono lo sguardo. Dopo anni di abbandono ha riaperto anche il Museo Nazionale, che conserva un'ampia collezione di arte khmer del periodo d'oro di Angkor; e sempre sul lungofiume si possono ammirare il Palazzo Reale e due splendide pagode, la Pagoda d'Argento e il Tempio di Buddha.

Dopo aver aver fatto conoscenza con l'odierna capitale, si punta dritti verso la capitale di ieri, Angkor. Non ci sono parole adatte a descrivere la maestosità dei templi, né ci sono immagini o foto che possono anticipare questa straordinaria esperienza.
Tuttavia, è bene pianificare la visita in anticipo, poiché Angkor è uno dei siti archeologici più estesi del mondo, grande qualcosa come 400 km quadrati; molti tour della Cambogia prevedono tappe frenetiche, che obbligano i turisti a correre di qua e di là sotto un sole cocente e un'umidità micidiale senza avere il tempo di apprezzare la sontuosa bellezza dell'arte khmer e la profonda spiritualità di questo luogo.
L'intera area conta almeno un migliaio tra grandi templi e altri monumenti; il più visitato è Angkor Wat, un tempio hindu fatto costruire nel 12esimo secolo dal re Suryavarman II allo scopo di replicare il paradiso in terra. E, tra tutti, è anche quello meglio conservato, anche perché non ha mai perso la sua funzione di centro religioso, in origine dedicato a Vishnu, oggi a Buddha. Le sue forme armoniose e la perfetta simmetria ne fanno un simbolo che, non a caso, è rappresentato anche sulla bandiera nazionale.
Più a nord, su un'area di 9 km quadrati, si estende Angkor Thom, l'ultima e più duratura capitale del regno khmer; all'ingresso dell'antica città fortificata sorgono le statue imponenti di 54 dei e 54 demoni, mentre è situato al centro il tempio di Bayon, dalle cui torri si staccano enigmatici visi sorridenti. Magico e spettacolare anche il Ta Prohm, che è stato volutamente lasciato all'abbraccio della natura.

Per ovvi motivi la visita ai templi di Angkor non può durare una sola giornata e il posto dove fare base, rifocillarsi e dormire è la cittadina di Siem Reap, situata sul grande lago Tonlè Sap, a 300 chilometri circa da Phnom Penh. Siem Reap è un posto accogliente, pieno zeppo di hotel di buon livello e rustiche pensioncine, caffè, ristoranti e mercatini tradizionali. Alla sera è d'obbligo una passeggiata in Pub Street la via più animata e vivace di Siem Reap. E dopo aver passato la giornata ad ammirare gli antichi bassorilievi raffiguranti le danzatrici Apsara, regalatevi uno spettacolo dal vivo dell'ancestrale danza khmer, ne vale la pena.

Se non si hanno i giorni contati, si può partire da Siem Reap per un giro nei dintorni del più grande lago del sudest asiatico, punteggiato di villaggi galleggianti. Le piene regolate dal regime delle piogge monsoniche e dal riflusso del Mekong garantiscono colture costanti e la sopravvivenza dei tanti villaggi sparsi tra sterminati campi di riso e di manioca.

Un viaggio in Cambogia non delude le aspettative degli appassionati di madre natura. Con un po' di fortuna un giro sul Mekong, tra Kratie e le cascate di Khone, può regalare la fugace apparizione dei delfini d'acqua dolce; a dire il vero si stima che dei rarissimi delfini dell'Irrawaddy ne siano rimasti qualche decina appena, ma il viaggio in Mekong è comunque una bella esperienza.

Il tasso di disboscamento in Cambogia è uno dei più alti del pianeta, quindi molte delle specie che un tempo popolavano questa regione tropicale ad elevata densità di vita hanno irrimediabilmente perso il proprio habitat. Delle ventitré aree protette del paese, la più estesa, incontaminata e ricca di fauna selvatica si trova nella provincia di Koh Kong e si estende dalle Cardamon Mountains alle foreste di mangrovie che abbracciano la linea costiera a nord di Sihanoukville.
Invece, poco a sud di Sihanoukville, il Ream National Park è un paradiso per gli amanti del birdwatching. Ma non solo: tra le fitte mangrovie si nascondono incantevoli spiagge bianche lambite dalle acque trasparenti della riserva marina, una piacevole sorpresa per chi è in cerca di rilassanti atmosfere tropicali. Il parco è abitato da una comunità di circa 200 persone, che vivono essenzialmente di pesca, e da una trentina di rangers, a cui ci si può affidare per le avvistare la fauna selvatica e per le escursioni in barca.

Chi è meno avventuroso ed è abituato ai comfort delle classiche mete vacanziere thailandesi o indonesiane si troverà più a suo agio nelle zone dove il turismo ha già preso piede. L'area di Koh Kong, nei pressi del confine con la Thailandia, sta diventando sempre più popolare tra i viaggiatori e i divers. Le spiagge vicine all'estuario del Koh Kong River possono essere piuttosto fangose, ma solo durante la stagione umida. Poco al largo, una manciata di isolette, comodamente raggiungibili in taxi boat, la più grande delle quali è Koh Kong Khoa, custodiscono spiagge da cartolina.

Kep invece era il principale centro balneare della Cambogia negli anni 60; dopo la guerra ha perso un po' del suo smalto ma rimane comunque una buona meta per rilassarsi qualche giorno al mare e assaggiare la specialità del luogo, una gustosa varietà di granchio servita con abbondante pepe verde. Davanti a Kep c'è Koh Tonsay (isola del coniglio): spiagge perfette e acque ideali per fare snorkeling.

Le spiagge di Sihanoukville, il più noto centro balneare della Cambogia, non saranno forse le più belle ma di sicuro sono le più vivaci. Di frequente vengono organizzate feste in spiaggia, specialmente durante il plenilunio. Grazie ai collegamenti con Phnom Penh, a Sihanoukville si registra un buon afflusso turistico e, di conseguenza, c'è un'ampia scelta di sistemazioni alberghiere.
Ochheuteal beach, con i suoi cinque chilometri di sabbia bianca e un mare blu turchino poco profondo, è la spiaggia più lunga di Sihanoukville, molto frequentata soprattutto nei weekend. Il tratto settentrionale, sorvegliato da un'ampia pineta, è chiamato Serendipity Beach ed è in parte occupata da un villaggio turistico di recente costruzione. A sud invece, oltrepassato un piccolo promontorio, c'è Otres Beach, lunga, semideserta e molto tranquilla.

Anche nell'area di Sihanoukville le spiagge migliori non si trovano sul litorale bensì sulle isole al largo della costa. Bastano 45 minuti di barca per arrivare a Koh Russei una striscia di fitta foresta tropicale circondata dalle calde acque del golfo di Thailandia; un mare di smeraldo e incantevoli spiagge color ocra sono il premio riservato a quei pochi turisti che scelgono di fermarsi qui per qualche giorno, pernottando in semplici bungalow, dotati di ventilatore, zanzariere e servizi igienici in comune.
[Photo credits: Tourism Cambodia, Henning Blatt]

continua a leggere: Quando andare - il periodo migliore per il tuo viaggio

     


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