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Maldive

Perché andare

Spiagge bianche, acque trasparenti e fondali strepitosi: un tropico facile le Maldive, con tutte le comodità. Unico neo, chi non si accontenta di sole, mare e vita da villaggio, ha poco altro da fare.
Sono un centinaio le isole resort, dove passare una vacanza di pieno relax; di solito si è portati a scegliere non tanto l'isola quanto il tipo di sistemazione, sulla base del prezzo e dei servizi offerti, come attività sportive, animazione e via dicendo. Ad ogni modo, le offerte dei tour operator di certo non mancano ed è facile spuntare buoni prezzi navigando in rete.
Per chi invece vorrebbe uscire dai confini del resort la scelta si riduce. Esistono però un paio di destinazioni alternative.

Tranne Malè, caotica, inquinata e sovraffollata, l'unico atollo abitato dove i turisti possono circolare più o meno liberamente è quello di Addu (Seenu). Si trova all'estremo sud dell'arcipelago, passato l'equatore, e comprende le isole di Gan, sede di un aeroporto, e le piccole Feydhoo, Maradhoo e Hithadhoo, collegate tra loro da ponti lasciati in eredità dai britannici, che durante la seconda guerra mondiale avevano piazzato a Gan una propria base aeronautica.
Una strada di una ventina di chilometri collega Gan con le isole che formano la cintura occidentale dell'atollo; ci si muove tra le spiagge della costa e i piccoli centri abitati. L'atollo di Addu è il secondo centro economico e amministrativo dopo Malé e conta una popolazione di oltre 28.000 residenti, composta per lo più dalle famiglie di chi lavora negli alberghi di altri atolli.

La presenza di un diving attrezzato e di guide maldiviane esperte dà modo ai sub che vengono fin quaggiù di fare immersioni interessanti, che nulla hanno da invidiare a quelle delle destinazioni più blasonate; l'atollo è famoso, tra l'altro, per l'alta concentrazione di mante giganti.

Sulle isole di Herethera e di Viligili, situate sul versante orientale dell'atollo, sono stati recentemente aperti due lussuosi resort, dotati di tutti i comfort che solitamente ci si aspetta da una vacanza maldiviana e, allo stesso tempo, a pochi minuti di barca da quel mondo a parte che sono Gan e le sue isole gemelle.

Un altro genere di esperienza è quella che si può fare a Ribudhoo, nell'atollo di Dhaalu. Dopo lo tsunami del 2004, quasi la metà della popolazione ha abbandonato l'isola; attualmente sono circa 500 le persone che hanno rifiutato di trasferirsi e sono rimaste a vivere a Ribudhoo. Si parla di trasformare le case rimaste vuote in guest houses per stranieri ma al momento esiste solo una piccola struttura privata, Villa Stella, che accoglie gli ospiti che intendono fermarsi sull'isola. E' necessario un permesso ma ci si può organizzare con un tour operator solidale che, oltre ad organizzare il viaggio e le escursioni nell'atollo, devolve una quota per l'assistenza sanitaria dell'isola.

Si tratta in entrambi i casi di scelte diverse dal solito, evidentemente poco adatte a chi cerca la classica vacanza da villaggio, ma che possono rivelarsi un'autentica sorpresa.

continua a leggere: Quando andare - il periodo migliore per il tuo viaggio

     


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