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Whale watching, dove e quando il grande incontro

Una balena vale più da viva che da morta. Può sembrare una provocazione, rivolta a paesi come Giappone, Norvegia e Islanda che ancora praticano la baleneria, invece è un'affermazione forse cinica ma che, visti i numeri, non si discosta molto dal vero.
Ogni anno 13 milioni di persone salpano entusiasti, e senza arpione, per osservare le balene da vicino; così facendo, muovono un giro d'affari di oltre due miliardi di dollari. Ormai il whale watching ha trasformato le prede dei mari in attrazioni turistiche, segnando un'inversione di tendenza nello sfruttamento dei cetacei in tutto il mondo.
Una delle sfide è però garantire che il whale watching rimanga una forma di ecoturismo sostenibile, catalitica per la salvaguardia di specie in pericolo, senza spingersi troppo oltre, in nome del profitto. Diversi paesi hanno già introdotto una regolamentazione per l'avvicinamento delle barche ai mammiferi marini e codici di comportamento per non recare loro alcun disturbo. Regole semplici, che andrebbero adottate non soltanto per l'avvistamento delle balene ma in ogni altra occasione in cui l'uomo cerca l'incontro con l'animale.

Mammiferi camuffati da pesce
I cetacei sono presenti in tutti i mari, dai poli ai tropici. Questo gruppo di mammiferi camuffati da pesce, la cui insolita ma affascinante biologia presenta aspetti non del tutto chiariti, sono animali difficili da studiare.
Le caratteristiche comuni a tutte le specie sono quelle tipiche di animali che hanno riconquistato il mare dopo essere stati vertebrati terrestri. Prima tra tutte la necessità di tornare in superficie per respirare.
I cetacei si riforniscono d'aria attraverso lo sfiatatoio, una sorta di naso dotato di tappo, che si chiude al momento dell'immersione ed emette il caratteristico soffio, alto diversi metri, quando l'animale torna in superficie. Anche il neonato deve salire a galla per il suo primo respiro; se non lo fa, è la madre o un altro membro del branco a portarlo in superficie. Lo stesso comportamento è stato osservato anche con un compagno in difficoltà o, a volte, persino con l'uomo.
Le pinne pettorali, grandi come ali, rappresentano un adattamento delle zampe anteriori dei progenitori terrestri, e di esse conservano ancora uno scheletro, che ricorda arti e dita di una mano.
La pinna caudale, possente ma flessibile, è posta orizzontalmente al corpo e assicura la propulsione, oltre ad essere un segno distintivo che permette di riconoscere a prima vista un cetaceo da un pesce, che ha invece una coda verticale.
Al posto dei peli c'è uno spesso pannicolo di grasso, che assolve perfettamente la funzione di mantenere costante il calore corporeo e permette ai grandi cetacei di vivere anche nei mari polari.
La linea pisciforme garantisce idrodinamicità al corpo delle balene che, a dispetto delle dimensioni da record, si muovono in acqua con la grazia e l'eleganza di una ballerina.
La balenottera azzurra, ad esempio, arriva a trenta metri di lunghezza - quanto un Boeing 737 - e raggiunge il peso di centosessanta tonnellate. Se fosse un animale terrestre non avrebbe potuto superare i limiti di dimensioni corporee imposti dalle leggi fisiche; si stima che persino i brontosauri pesassero appena un quarto di un grande cetaceo. Ma in acqua è la spinta idrodinamica a sostenere il peso e non la muscolatura, il che spiega perché tra i cetacei ci siano gli animali più grandi esistenti e mai esistiti al mondo.
Subito dopo la balenottera azzurra viene per dimensioni la balenottera comune: ventiquattro metri tra le popolazioni dei mari settentrionali e ventisette in quelle dell'emisfero sud. Si riconosce, tra l'altro, dalla mandibola bianca.
Invece le megattere sono riconoscibili dal muso appuntito e bitorzoluto, ampiamente infestato da parassiti, e soprattutto dalle pinne pettorali, lunghe quanto un terzo del corpo e affusolate come ali, da cui deriva il nome della specie (Megaptera, dal greco “grandi ali”). In America sono chiamate invece humpback whale, balena con la gobba, per la presenza sulla schiena di una protuberanza più o meno accentuata.
Ma la caratteristica principale sono le pieghe cutanee che solcano la gola bianca delle megattere e permettono all'animale di dilatare la cavità orale per accogliervi quantità d'acqua smisurate ; quando la bocca si chiude e l'acqua viene espulsa, i fanoni filtrano il plancton trattenendo quanto vi è di commestibile.
La presenza di fanoni, le lamine cornee appese al palato, acquisiti nel corso dell'evoluzione al posto dei denti, è una chiara evidenza della specializzazione di questi animali nella filtrazione. Questa caratteristica serve anche a classificare i cetacei in due sottordini: misticeti (balene e balenottere), provvisti di fanoni e quindi filtratori e odontoceti (tra cui delfini, orche e capodogli), dotati invece di denti.

Le grandi migrazioni, i canti e i voli acrobatici
Se le balene potessero parlare la nostra lingua, chissà quante storie avrebbero da raccontarci. Storie di sangue, durante la triste epopea delle stragi, iniziata nel IX secolo e non ancora finita del tutto. E storie di lunghissimi viaggi attorno agli oceani, storie d'amore e di grandi raduni.
La balena grigia, muso appuntito e leggermente piegato verso il basso, è quella che viaggia di più. Ogni anno copre la bellezza di 20.000 km, praticamente mezzo giro del mondo, andando dai mari artici, dove risiede nella stagione estiva, alle calde acque della Bassa California, in Messico. In estate fa il pieno di cibo, in inverno si accoppia e alleva i suoi piccoli al caldo.
Tutti i misticeti - megattere, balene franche e balenottere - seguono nell'arco dell'anno un ciclo vitale che alterna una stagione alimentare ad una riproduttiva: le femmine si accoppiano in inverno e l'anno successivo ritornano nelle zone di riproduzione per il parto e l'allattamento del piccolo, vivendo del grasso accumulato d'estate. Alla fine di marzo rientrano a nord in tutta fretta per ricominciare a nutrirsi e quando, alla fine dell'estate, il piccolo è ormai svezzato, partono di nuovo dirette a sud per essere fecondate.
Se tutto fila liscio, una balena può quindi riprodursi non più di una volta ogni due anni; questo vuol dire che rimpiazzare le perdite inflitte dalla caccia richiede alle balene tempi molto più lunghi di altre specie.

Come fanno molti uccelli, i maschi delle balene cantano per corteggiare le femmine e scoraggiare i rivali. Il canto, forse un po' sgraziato, fatto di muggiti e fischi, fu registrato per la prima volta nel 1950 da un sommergibile del controspionaggio statunitense che navigava nelle acque delle Hawaii; si dice che i militari abbiano inizialmente scambiato il concerto delle balene per rumori prodotti da un sommergibile nemico.
Le emissioni sonore delle megattere vengono studiate con grande interesse e registrate dai ricercatori con gli idrofoni; a volte, si riescono a sentire persino attraverso lo scafo della barca.
Il canto coincide comunque con la stagione degli amori. Un po' come una serenata. I ritornelli variano da popolazione a popolazione; è come se ogni maschio si sforzasse a modulare suoni complessi, evidentemente per convincere la femmina e indurla, come fa un pavone con la ruota, a farsi scegliere tra gli altri pretendenti.

L'attenzione dei ricercatori è focalizzata su un altro comportamento tipico delle megattere: i salti fuori dall'acqua. E' uno degli spettacoli più suggestivi, che fa la gioia di molti turisti.
A questi straordinari balzi sono stati attribuiti diversi significati: per aggressività, per guardarsi intorno, per comunicare a distanza. In realtà non si è ancora capito perché i grossi cetacei si cimentino in performance tanto acrobatiche quanto dispendiose da un punto di vista energetico.
Nonostante la stazza, le megattere sono le più agili e propense al gioco e ai salti. Al largo dell'isola di Hispaniola, nei Caraibi, una megattera arrivò a compiere 130 evoluzioni fuori dall'acqua nel giro di poco più di un'ora.
Saltano anche le balene più grasse, come la balena grigia e la franca; le impennate con avvitamento o senza, ricadendo sul dorso o dando fragorose spanciate, rimangono tuttora un mistero. Sembra che le megattere saltino di più in presenza di barche che si avvicinano troppo e c'è chi vede in questo comportamento una forma di aggressività in risposta al potenziale pericolo o al disturbi dei motori.
Ma non tutti sono d'accordo; è risaputo che le balene non hanno intenzioni bellicose e spesso si lasciano avvicinare, quasi fossero incuriosite, sia dalle barche sia dai subacquei. Qualcuno ritiene che i salti siano una forma di comunicazione, legata in qualche misura ai rapporti sociali e alla riproduzione; le megattere tendono infatti a saltare in gruppo, comincia una e le altre la seguono, in un susseguirsi di evoluzioni che si propagano per chilometri.
Le ipotesi sono tante, non ultima quella del gioco puro e semplice, corroborata dal fatto che anche i piccoli di megattera saltano fuori dall'acqua già a poche settimane di vita. Qualunque messaggio voglia dare, un animale di oltre trenta tonnellate che balza fuori dal mare tra creste di spuma è qualcosa di unico al mondo e poter assistere allo spettacolo di una balena in volo è un grande privilegio riservato agli appassionati di whale watching.


Hot spots e picchi stagionali

Megattera – Humpback whale (Megaptera novaengiae)
Presente in tutti gli oceani, tranne che ai poli. Lunghezza: 11-19 metri. Peso: fino a 30 tonnellate. Popolazione: circa 60.000 individui. Inserite dall'IUCN nella Red List delle specie minacciate nella categoria LC-Least Concern, rischio minimo.
Caratteristiche: grandi pinne pettorali, muso allungato, grandi solchi e una protuberanza (da cui il nome balena gobba) che precede la pinna dorsale. Si muovono in piccoli gruppi e hanno l'abitudine di prodursi molto spesso in salti ed evoluzioni spettacolari.

Dove e quando: le megattere nella zona tropicale
Hawaii: quasi due terzi dell'intera popolazione di megattere del Pacifico settentrionale migrano alle Hawaii ogni inverno. Le acque dell'Hawaiian Islands Humpback Whale National Marine Sanctuary accolgono in questo periodo circa 4.000-5000 balene, radunate soprattutto intorno alle isole di Maui, Lanai e Molokai nonché al largo della Na Pali Coast di Kauai. Si avvistano a cominciare dalla fine di novembre ma il picco è tra febbraio e marzo.
Costa Rica: il Golfo Dulce (penisola di Osa) è uno dei rari posti al mondo dove si riuniscono tanto le megattere che giungono da sud quanto quelle provenienti dai mari artici. Le prime si avvistano tra agosto e ottobre, le seconde in gennaio e febbraio.
Madagascar: il braccio d'acqua che separa l'isola di Sainte Marie dalle coste orientali del Madagascar è un hotspot di megattere provenienti dall'Antartide ed è uno dei luoghi più belli per il whale watching. Con un po' di fortuna le balene si avvistano anche dalla costa, nel periodo tra luglio e settembre.
Repubblica Dominicana: le acque protette della provincia di Samaná offrono rifugio ad un gran numero di esemplari di megattere atlantiche, stimato tra i 2.000 e i 5.000 individui, che giungono qui dai mari canadesi e dalla Groenlandia. Silver Bank, Navidad Bank e Samaná Bay sono le principali aree di avvistamento, il periodo giusto va da gennaio a marzo.
Tonga: il gruppo delle isole Vava'u, remote e incontaminate, è un altro di quei luoghi dove è possibile avvistare le balene anche dalle coste. La stagione migliore è tra luglio a settembre.

Dove e quando: le megattere nella zona temperata - Alaska, USA, costa sud orientale (giugno-settembre); Cape Cod e Stellwagen Bank, New England, USA (aprile-ottobre); Bay of Fundy e Newfoundland, Canada (giugno-ottobre); isole Ebridi e Shetland, Scozia (maggio-ottobre): Groenlandia (giugno-agosto).


Balena grigia – Grey whale (Eschrichtius robustus)
Presenti nell'oceano Pacifico. Lunghezza: 11-16 metri. Peso: oltre 30 tonnellate. Popolazione: circa 20.000 individui. Inserite dall'IUCN nella Red List delle specie minacciate nella categoria LC-Least Concern, rischio minimo.
Caratteristiche: corpo tozzo e chiazzato, pieno di incrostazioni, muso arcuato verso il basso che conferisce a questa specie un tipico profilo. Abitudini costiere e carattere molto socievole, si lasciano avvicinare dai turisti, che non di rado riescono persino a toccarle.

Dove e quando: le balene grigie nella zona tropicale
Messico (Bassa California): il numero maggiore di esemplari di balena grigia si raduna nelle lagune di Guerrero Negro (Ojo de Liebre, conosciuta anche come Scammons lagoon), San Ignacio e Bahia Magdalena sul versante pacifico. Il periodo giusto per il whale watching va da dicembre a marzo. Nel mar di Cortez, invece, si avvistano le megattere e con un po' di fortuna le balenottere nell'area attorno Bahia de los Angeles.

Dove e quando: le balene grigie nella zona temperata - Vancouver Island, Canada (marzo-aprile); Monterey Bay, California, USA (gennaio-febbraio)


Balenottera azzurra – Blue whale (Balaenoptera musculus)
E' il più grande animale che abbia mai abitato il nostro pianeta. Presenti in tutti gli oceani ma con una distribuzione molto irregolare; alcune popolazioni sono state ridotte del 99 per cento a causa della caccia. Lunghezza: 21-34 metri. Peso: fino a 200 tonnellate. Popolazione: circa 10-25.000 individui. Inserite dall'IUCN nella Red List delle specie minacciate nella categoria EN-Endagered, alto rischio d'estinzione.
Caratteristiche: corpo lungo e slanciato, di colore grigio-blu con piccole chiazze più chiare; tutte le balenottere sono piuttosto veloci e si muovono da sole o in piccoli gruppi, tranne durante la migrazione, quando sono stati avvistati gruppi composti anche da 60 individui.

Dove e quando: le balenottere azzurre nella zona tropicale
Sri Lanka: c'è chi dice che sia più facile avvistare una balenottera azzurra tra Mirissa e Dondra Head, che un leopardo nel parco nazionale dello Yale. Lo sanno ancora in pochi, ma la costa meridionale dello Sri Lanka è uno dei principali hotspot di balenottere azzurre nei tropici. La stagione del whale watching va da dicembre ad aprile ed è facile riuscire a vedere balenottere e capodogli anche dalla costa.

Dove e quando: le balenottere azzurre nella zona temperata - Canyon sottomarino di Monterey in California, USA (agosto-settembre); Mingan Islands, Canada (agosto novembre); Islanda costa occidentale (maggio-settembre).


Balenottera comune – Fin whale (Balaenoptera physalus)
E' la seconda balena più cacciata nel ventesimo secolo, dopo la balenottera azzurra. Le popolazioni sopravvissute al massacro vivono una nell'emisfero nord, l'altra nell'emisfero sud. Lunghezza: 19-27 metri. Peso: fino a 75 tonnellate. Popolazione: attorno ai 50,000 individui. Inserite dall'IUCN nella Red List delle specie minacciate nella categoria EN-Endagered, alto rischio d'estinzione.
Caratteristiche: pinna dorsale molto pronunciata (da cui il nome in inglese, fin whale), corpo affusolato di colore grigio e ventre bianco. Si riconosce subito dalla colorazione asimmetrica della mascella inferiore, chiara a destra e più scura sul lato sinistro. Malgrado le dimensioni, sono abilissimi nuotatori, che raggiungono velocità di 40 km orari.

Dove e quando: le balenottere comuni nella zona tropicale
Messico (Bassa California): la balenottera comune frequenta assiduamente il mar di Cortez, quel braccio di mare stretto e caldo che separa la penisola della Bassa California dal Messico. Il numero maggiore di individui si concentra a nord, nel cosiddetto Canal de Ballenas, nei pressi di Isla Angel de la Guarda, ma gli avvistamenti sono possibili lungo tutta la costa fino a La Paz. Il periodo migliore per il whale watching è febbraio-marzo.

Dove e quando: le balenottere comuni nella zona temperata - California, USA (agosto-settembre); New England, USA (aprile-ottobre); Golfo di San Lorenzo, Canada (giugno-novembre), Ebridi, Orcadi e Shetland, Scozia (maggio-ottobre); mar Ligure, Italia (giugno-settembre); Azzorre (aprile-maggio).


Balena Franca - Southern Right Whale (Eubalaena australis)
Ne esistono due specie: la balena franca australis, che vive nell'emisfero sud (lungo le coste meridionali di America, Africa, Australia e Nuova Zelanda) e il suo corrispettivo settentrionale, la balena franca glacialis, ridotta ormai a poche centinaia di individui, che frequentano le coste del Nordamerica. Lunghezza: 11-17 metri. Peso: fino a 80 tonnellate. Popolazione: 7-8.000 individui. Inserite dall'IUCN nella Red List delle specie minacciate nella categoria LC-Least Concern, rischio minimo.
Caratteristiche: testa grossa con mandibola arcuata rivolta verso l'alto ed evidenti callosità biancastre che spiccano sulla pelle scura.

Dove e quando: le balenottere comuni nella zona tropicale – La balena franca non frequenta acque tropicali; la fascia compresa tra 20°N e i 20° di latitudine sud rappresenta una sorta di confine invalicabile per ambedue le specie.

Dove e quando: le balenottere comuni nella zona temperata – Penisola di Valdés, Argentina (agosto-novembre); lungo la whale route da Cape Town a Durban, Sud Africa (luglio-novembre); Nullarbor Coast, Australia meridionale (maggio-ottobre).


Mai vista una balenottera azzurra a grandezza naturale? Clicca qui per averla sul tuo pc.

Photo courtesy of Whales and Whale watching cruises Hervey Bay Qld Australia, GeekPhilosopher e WeForAnimals
[Novembre 2010]

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