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Nuova Caledonia

Perché andare

Un giro in Nuova Caledonia comincia idealmente da Noumea, la sua capitale. E’ una cittadina ariosa, con boulevard alberati, giardini fioriti, fontane e qualche bell’edificio. A una prima occhiata, l’atmosfera francese, le patisseries e i negozi alla moda ricordano la Costa Azzurra; ma la luce, le baie, le palme e, più di tutto, i magnifici flamboyants, che in dicembre sono in piena fioritura e tingono di rosso acceso le vie della città, quelle sono immagini squisitamente tropicali.
Su una penisola, ad una decina di minuti dal centro, sorge il centro culturale intitolato a Jean Marie Tjibaou, leader indipendentista assassinato nel 1989. La mastodontica struttura, che Renzo Piano ha realizzato ispirandosi all’architettura tradizionale kanak, propone ai visitatori un interessante percorso storico attraverso la millenaria cultura di questo popolo.

Una rete stradale in buone condizioni consente di fare il periplo di Grande Terre e di attraversare in più punti la catena montuosa centrale per passare dalla costa occidentale a quella orientale. Due versanti che sembrano sue mondi diversi.
Ad ovest il panorama offre colline adibite a coltivazioni e pascolo e ampi spazi aperti, apparentemente simili a savane o al bush australiano, per l’effetto dato dalla terra rossa. In realtà, gran parte dei paesaggi è il risultato dell’impatto umano.
Graziose cittadine a forte maggioranza caldoche, come Bourail, si alternano a centri minerari poco interessanti; ma deviando di poco dalla strada principale ci sono belle baie, come quella di St. Vincent, poco distante da Bouloparis, e lunghe spiagge abbaglianti, come plage de Poè vicino a Bourail.
Una sosta la merita forse anche Voh, celebre unicamente per una laguna di mangrovie, il cui intreccio disegna la famosa figura a forma di cuore immortalata da Yann Arthus-Bertrand sulla copertina della raccolta di fotografie aeree The Earth from above.

A mano a mano che si procede verso nord il territorio diventa meno popolato e più affascinante, ma il meglio di Grande Terre deve ancora venire: quando la strada sbuca ad est, la terra si ricopre di vegetazione esuberante e la costa, più umida e tropicale, ma sempre rinfrescata dagli alisei, assume un sublime aspetto tropicale.
Da Pouéboa a Houailou l’unica strada che riporta a sud si snoda in uno stretto passaggio tra mare e montagna ed è un susseguirsi di panorami suggestivi: belle spiagge immerse in boschetti di palme, foreste, villaggi kanak e fiumi che formano imponenti cascate prima di gettarsi nella laguna. Proseguendo verso Hieghène, si attraversa il fiume Ouaième a bordo di un traghetto fluviale trainato da riva da cavi d’acciaio, l’ultimo ancora operante in Nuova Caledonia.
Hienghène, situato ai piedi del massiccio Panié, è un’ottima base di partenza per visitare le spettacolari scogliere di Lindéralique che si affacciano sulla baia: queste imponenti rocce nere, alte fino a 60 metri, che l’erosione ha scavato in cime aguzze, ricordano da vicino gli Tsingy del Madagascar.
Il villaggio Touho e il piccolo centro di Poindimié sono entrambi perfetti per fermarsi qualche giorno: atmosfera tranquilla, laguna dalle acque sublimi per lo snorkeling, numerose occasioni per magnifiche escursioni all’interno e tutti i servizi necessari. Più a sud, avvicinandosi a Ponérihouen, il contesto diventa pianeggiante ma sempre di grande effetto: il villaggio si estende alla foce del Nabai, un fiume che si oltrepassa con un ponte in metallo chiamato, manco a dirlo, ponte Eiffel.
Anche l’estremo sud meriterebbe una tappa, se non altro per il Parc de la Rivière Bleue, una riserva che ospita foreste di araucarie e di giganteschi kaori e molti uccelli, compreso il cagou, l’uccello non volatore simbolo nazionale della Nuova Caledonia.

Assolutamente imperdibili le isole, a cominciare dall’Ile des Pins. La Baie d’Oro sembra davvero irreale: isolette sabbiose e ammassi di corallo, scolpiti dal mare a forma di fungo, emergono dall’acqua di un perfetto colore turchese. Quando la marea si ritira, un bacino di acqua chiara resta intrappolato per qualche ora tra fiumi di sabbia e una fitta vegetazione di pini colonnari. Il colpo d’occhio è magnifico con le piscine naturali in questa baia quasi deserta; poco lontano c’è un hotel di lusso, un piccolo gite e un ottimo ristorante.
Le due baie più famose, separate da un basso promontorio, sono Kanumera e Kuto, ideali per fare il bagno, come peraltro tutte le spiagge dell’isola; in quest’area è situata la maggior parte delle strutture turistiche.
Anche l’interno dell’Ile des Pins è bello e merita qualche passeggiata; ma i luoghi più incantevoli si raggiungono in piroga o con piccole imbarcazioni dal basso pescaggio che riescono ad entrare negli stretti canali da cui si accede a meravigliose baie isolate: una di queste è Upi, ampia e spettacolare con le sue formazioni rocciose e l’acqua smeraldina. Una magnifica escursione è anche quella all’isolotto Moro.

Le isole Loyauté, le più lontane da Grande Terre, sono un autentico patrimonio gestito dalle comunità kanak: spiagge da sogno e reef popolato di vita marina, impressionanti coste calcaree scavate dall’erosione e grotte da cui pende un intrico di stalattiti. E un entroterra ricco di verde, con palme da cocco, alberi di frangipane, le immancabili araucarie e piantagioni di sandalo, usate per la distillazione del profumatissimo olio.
La più popolata delle isole è Lifou, paragonabile per grandezza a Tahiti o alla Martinica: una delle spiagge più belle è Luengoni, sulla costa orientale.
Maré è la seconda isola per estensione ed è quella a maggiore vocazione agricola nonché la meno turistica; le coste sono alte e si interrompono solo per brevi tratti, lasciando spazio a candide lingue di sabbia.
Ouvea, la terza del gruppo, è formata da due lembi di terra, uniti da una striscia di poche decine di metri: è quel che resta dell’atollo che racchiude una laguna di ogni possibile gradazione di blu. Il suo primato è Fayaoue, un’abbagliante spiaggia di sabbia impalpabile lunga 25 km; ma fare una classifica è difficile perché le belle spiagge a Ouvea di certo non mancano.

continua a leggere: Quando andare - il periodo migliore per il tuo viaggio

     


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