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Storie dai Tropici

L’avventuroso viaggio dei lemuri

(Londra, UK - 25/1/2010)

E' successo all'incirca 40 milioni di anni fa, sulle coste orientali del continente africano. Una violenta tempesta tropicale abbatte centinaia di alberi e li trascina in mare; nel groviglio di vegetazione spezzata, un gruppo di piccoli animali rimane aggrappato sui rami e comincia, inconsapevole, un lungo viaggio in mare, a bordo di zattere naturali che vengono trasportate dalla corrente. Gli esemplari risparmiati dalla fame e dalla sete riescono ad approdare su una lunga spiaggia bianca, escono cauti dai tronchi cavi, dove erano rimasti per tre settimane, e si addentrano nel fitto delle foreste tropicali a cercare cibo e rifugio. Trovano tutto ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere e si adattano a quel continente sconosciuto, che un giorno si sarebbe chiamato Madagascar. Loro, i piccoli animali dai grandi occhi e le lunghe dita, erano gli antenati dei lemuri, i mammiferi più caratteristici e amati della fauna malgascia.
L'avventura vissuta dai lemuri è narrata con toni diversi in un affascinante articolo scientifico apparso pochi giorni fa sulla prestigiosa rivista internazionale Nature.
Analizzando l'andamento delle correnti oceaniche, attraverso un complesso modello di simulazione, gli autori sono risaliti al tempo in cui, secondo i resti fossili, si ritiene siano apparsi i primi antenati dei lemuri in Madagascar. E hanno potuto dimostrare che la migrazione attraverso il canale del Mozambico era davvero possibile; tra 20 e 60 milioni di anni fa le correnti oceaniche andavano verso est ed erano abbastanza veloci da trasportare le zattere e gli improvvisati passeggeri, prima che questi morissero di fame e di sete. Secondo il modello, a causa del lento movimento verso nord dell'Africa e del Madagascar, la corrente attraverso il canale si sarebbe via via indebolita, prendendo la direzione che ha oggi, sud- sudovest.
Era stata proprio l'osservazione dell'attuale flusso di correnti a mettere in dubbio la teoria che i lemuri potessero attraversare 270 miglia di mare a bordo di zattere naturali, proposta da alcuni scienziati già nel 1940. Alcuni avevano sostenuto l'idea di un ponte terrestre, ma quest'ipotesi avrebbe richiesto un ripensamento radicale della tettonica a zolle; inoltre, se fosse davvero esistito un collegamento di terra con l'Africa, anche i grandi mammiferi avrebbero potuto raggiungere il Madagascar. Cosa che non è mai avvenuta e che ha consentito a molte specie malgasce di evolversi in un modo così unico e singolare.
Quanto a endemismi, il Madagascar è secondo solo all'Australia, pur essendo 13 volte più piccolo. A causa del suo isolamento, quest'isola che si staccò dal continente africano 100 milioni di anni fa, può vantare un repertorio di animali e piante che non esiste in nessun altro luogo della terra.

per altri dettagli:
BBC News

Viaggiare in Madagascar

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