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Storie dai Tropici

Non si placa l’epidemia di dengue che ha colpito il Brasile

(San Paolo, Brasile - 23/3/2010)

La malattia è presente in tutte le regioni del paese ma il numero di casi di dengue ha raggiunto livelli da epidemia in 5 stati: Acre, Goias, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul e Roraima.
Colpito il distretto di Asa Norte, l'area prossima al centro di Brasilia con circa 600 casi confermati. 11 finora i morti. A San Paolo, il numero di casi di dengue è più che raddoppiato in una settimana.

La situazione preoccupa anche nel nord-est. Nella zona interna dello stato di Cearà, affacciato sulla costa atlantica e con centinaia di chilometri di belle spiagge, i casi di dengue sarebbero almeno 1.600, la metà dei quali nel comune di Tauà, che si trova a circa 350 km da Fortaleza.

Negli ultimi venti giorni si sono registrati più di 2.000 nuovi casi nello stato di Rio Grande do Sul, che si trova a sud, al confine con Uruguay e Argentina. Si teme per Porto Alegre, città ad alta densità abitativa, dove potrebbe verificarsi un'esplosione incontrollabile della malattia.

Le autorità assicurano il loro impegno nel combattere il diffondersi dell'epidemia e nella lotta all'insetto vettore, la zanzara Aedes aegypti, il cui ciclo riproduttivo è favorito in questo periodo dalle piogge e dall'umidità. Ma sottolineano che la prevenzione resta l'arma migliore nella lotta contro la dengue.
In Brasile la dengue è presente da più di vent'anni ma negli ultimi tempi i focolai epidemici diventano sempre più violenti. Nel 2008 la dengue emorragica uccise una cinquantina di persone nello stato di Rio; il 2009 fu l'anno di Bahia, con 50.000 persone infette e 38 morti accertati.

Come spiega il direttore della divisione di malattie infettive e parassitarie dell'Hospital das Clinicas dell'università di San Paolo, il fattore di rischio maggiore deriva dalla lunga esposizione della popolazione ai diversi sierotipi di virus. La dengue ne conta quattro.
La forma emorragica si manifesta di solito quando una persona, dopo essere stata contagiata una prima volta, viene nuovamente infettata da un secondo tipo di virus. "E' per questo che assistiamo a fenomeni epidemici sempre più gravi" riferisce lo specialista.
Nell'ultimo mese i casi di dengue emorragica notificati in ospedale sono stati 63. Ma sono cifre, come sempre, sottostimate: non tutti i malati vanno in ospedale a curarsi, soprattutto quando le condizioni in cui vivono sono pessime, come spesso accade in Brasile.

A differenza di quanto suggerisce il nome, la dengue emorragica non è necessariamente associata ad un sanguinamento visibile, almeno nelle prime fasi della malattia.
Spesso il paziente non riesce a riconoscere i sintomi e quando si verificano perdite di sangue dal naso, dalla bocca o dalle ecchimosi che si formano sotto la pelle, potrebbe essere già troppo tardi.
Il ministero della sanità sta inviando messaggi alla popolazione invitandola a recarsi presso una struttura sanitaria in presenza di sintomi come febbre alta, dolore alle ossa, alle articolazioni e agli occhi o macchie rosse sul corpo.

Altri dettagli su: Correio do Brasil
Leggi su quest'argomento: Dossier Tropici - Tutti i numeri della dengue

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