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Storie dai Tropici

Elefanti e tonno rosso in primo piano a Doha

(Doha, Qatar - 13/3/2010)

Si è aperta oggi a Doha la conferenza internazionale sul commercio di specie minacciate di estinzione.
In agenda una serie di proposte che vanno dal divieto di esportazione del tonno rosso dell'Atlantico, alla moratoria sul commercio dell'avorio, alla messa al bando delle pelli di orsi polari. Si discuterà inoltre di estendere la lista delle specie protette, tra gli altri, a quattro specie di squali, tre iguane messicane e ad alcune varietà di corallo rosso e rosa usate in oreficeria.

La prima proposta all'ordine del giorno è il divieto totale del commercio internazionale di tonno rosso dell'Atlantico.
L'obiettivo che i sostenitori del blocco, tra cui l'UE, intendono raggiungere è la sospensione temporanea del commercio internazionale, fino a che la popolazione di tonni rossi non mostri chiari segni di recupero.
Australia e Giappone sono tra i paesi che rifiutano la proposta di inserire il tonno rosso in Appendice 1, la lista che dà il massimo grado di tutela previsto dalla convenzione CITES.

Per gli squali sarà invece discussa la possibilità di includere lo spinarolo, il pesce martello, lo smeriglio e lo squalo oceanico pinne bianche in Appendice II, che garantirebbe a queste specie, ricercate per le pinne e per le carni, una protezione maggiore di quella di cui attualmente godono; l'Appendice II prevede infatti scambi commerciali monitorati e regolamentati. Lo stesso grado di protezione è stato richiesto per le varietà di corallo appartenenti al genere Corallium, tra cui quello presente in Mediterraneo.

Tra le questioni più controverse che i delegati dovranno affrontare a Doha, oltre al dibattito sul tonno, le misure per combattere il bracconaggio, che rischia di sterminare intere popolazioni di elefanti e rinoceronti, soprattutto in Africa.
Il commercio internazionale dell'avorio è stato vietato nel 1989. Ma da allora alcuni paesi, tra cui Zambia e Tanzania, sono stati autorizzati più volte a vendere legalmente quote di avorio ricavato, ufficialmente, da animali morti per cause naturali. Questi paesi, Tanzania in testa, chiedono oggi un'ulteriore autorizzazione a vendere le proprie scorte.
Contrari alla proposta il Kenya e la maggior parte dei paesi africani, che vorrebbero un divieto di 20 anni su tutte le esportazioni di avorio; sostengono fermamente la tesi che il commercio legale stimola il bracconaggio, in aumento negli ultimi anni.
Ma secondo il Traffic, l'organizzazione incaricata di raccogliere i dati sulle uccisioni illegali di elefanti e il contrabbando di avorio - il tasso di sequestri di avorio illegale sarebbe cresciuto già dal 2004, tre anni prima dell'ultima vendita legale, autorizzata nel 2007.
"La discussione su eventuali concessioni ad alcuni paesi distoglie l'attenzione dal vero problema: trovare il modo di fermare il flusso di avorio illegale alla fonte" ha dichiarato alla BBC il manager dell'Elephant Trade Information System. "E la Cina, il principale mercato dell'avorio illegale, dovrebbe mantenere le sue promesse e cominciare a prendere misure stringenti per arginare il contrabbando".

Il Cites è l'unico organo delle Nazioni Unite con il potere di vietare il commercio di animali e piante in via di estinzione. Dei 175 paesi membri del CITES, 120 sono presenti a Doha; la conferenza durerà due settimane.

Altri dettagli su BBC news

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