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Storie dai Tropici

Rimane in Svizzera il denaro dei Duvalier

(Berna, Svizzera - 5/2/2010)

Non tornerà nelle casse di Haiti il denaro sottratto al paese e depositato sui conti svizzeri del clan dei Duvalier. Secondo una sentenza della Corte Elvetica, pubblicata il 3 febbraio, i 4,6 milioni di dollari che erano stati assegnati alla popolazione di Haiti, appartengono invece alla famiglia dell'ex dittatore Baby Doc. I reati a lui contestati sono infatti caduti in prescrizione.
Tutto comincia nel 1986 quando il sanguinario tiranno decide che è meglio cambiare aria: prende un aereo di nascosto e, insieme con la moglie e altre ventidue persone del suo entourage, si rifugia in Francia. Ma non prima di essersi assicurato fondi adeguati per il suo sostentamento. Secondo Transparency International, la famiglia Duvalier avrebbe accumulato, durante i suoi 28 terribili anni di governo, un patrimonio di diverse centinaia di milioni di dollari; una fortuna, pari al debito complessivo del paese al momento della fuga del dittatore, che fa apparire modesta la somma bloccata oggi sui conti svizzeri. Ma forse non tanto modesta per un paese così disastrato, che dal 1986 ne chiede infatti la restituzione.
L'ufficio federale di giustizia elvetica risponde bloccando i fondi, in attesa che i Duvalier forniscano prove sulla provenienza del denaro; prove che né Baby Doc, né i suoi riusciranno mai a dare. Intanto, la Svizzera tarda a trasferire i beni nelle casse di Port-au-Prince, giustificata dal fatto che non risultano procedimenti penali ad Haiti a carico di Baby Doc.
Finalmente, nel 2009 la Corte accoglie le richieste del governo haitiano e dispone che il denaro sia dato in beneficenza alla popolazione dell'isola. Ed ecco l'epilogo: i legali dei Duvalier presentano ricorso e il giudice rovescia la precedente sentenza, disponendo la restituzione dei fondi alla famiglia dell'ex dittatore. La motivazione è che il termine di prescrizione per il reato di partecipazione ad un'organizzazione criminale, è scaduto. Secondo il Tribunale Federale, "i fondi del clan Duvalier non sono frutto d'infrazione contro la vita o l'integrità personale, ma solo di malversazioni"; per la legge svizzera tra i beni bloccati e le accuse di omicidio e crimini contro l'umanità, contestate ai Duvalier, non c'è un legame diretto.
Si conclude qui il penoso procedimento? Forse non ancora. Il ministero degli esteri ha di nuovo confiscato i fondi, in attesa di formulare una legge che regoli il rilascio di denaro proveniente da attività criminali. "Vogliamo evitare che la piazza finanziaria svizzera diventi un rifugio per i beni acquisiti illegalmente- dichiara il Ministro della Giustizia - e ci auguriamo che questo denaro ritorni finalmente ad Haiti". Finora sono passati 24 anni, quanto tempo ci vorrà ancora?
Per altri dettagli: Swissinfo.ch

Dossier Tropici - Haiti. Cronologia di un inferno

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