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Storie dai Tropici

Allerta dengue: quali sono i paesi a rischio

(ISID, MA, USA - 6/4/2011)

Dopo un periodo d'incubazione di circa una settimana compaiono cefalea, brividi e i primi dolori agli arti e alle articolazioni. Poi la febbre sale fino a 40°C e i dolori diventano più acuti. Sarà influenza, pensano in molti, invece è dengue, la febbre rompi-ossa. Come si prende? Nel modo più subdolo che si possa immaginare: attraverso la puntura di una zanzara.

La dengue è una delle maggiori patologie infettive emergenti; la malattia è endemica in tutta la fascia tropicale ma nell'ultimo decennio si è diffusa alle zone subtropicali ed oltre. E' un gravissimo problema di sanità pubblica, che interessa tutte le popolazioni delle nazioni tropicali e che può rappresentare un rischio anche per chi viaggia.
Il fatto è che il pericolo non proviene da ambienti remoti, quali giungle o foreste; la dengue è trasmessa dalle zanzare del genere Aedes, insetti che hanno la brutta abitudine di depositare le uova sui ristagni d'acqua in prossimità di zone abitate e che quindi si diffondono prevalentemente nelle aree urbane e semi urbane.

Nel primo trimestre del 2011 i paesi dell'America latina hanno registrato oltre 200.000 casi, con 233 decessi. Il Brasile è tra gli stati più colpiti. Nelle aree metropolitane di Rio de Janeiro vengono sottoposte a trattamento centinaia di persone al giorno; rispetto all'anno scorso l'incidenza della dengue è aumentata otto volte. Focolai di dengue sono attualmente in corso in una decina di stati brasiliani.
La Bolivia ha dichiarato lo stato di emergenza nel dipartimento di Santa Cruz, dove le autorità sanitarie stanno affrontando una crescente epidemia che registra 4.000 casi. Nella città più grande del Paraguay, Ciudad del Est, il numero di decessi è salito a 22 dall'inizio dell'anno. Il paese ha dichiarato lo stato di allerta.

In Asia, e in particolare nel sud est asiatico dove la dengue fu segnalata per la prima volta negli anni settanta, si combatte contro la diffusione dell'insetto vettore. Lo Sri Lanka segnala oltre 2.000 casi e 24 morti solo negli ultimi due mesi. A Manila, nelle Filippine, si registra un aumento del numero di casi del 100% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Un focolaio di dengue è scoppiato anche a Cairn, nel Queensland australiano, regione recentemente colpita da gravissime inondazioni. E una decina di casi si segnalano pure alle Hawaii; in queste isole non si registrava un'epidemia dal 2001.

Secondo alcuni studiosi ci sarebbe un nesso tra il riscaldamento globale e l'enorme diffusione della malattia; certo è che temperature più alte e clima più umido favoriscono la proliferazione degli insetti.
Non esistono cure né vaccini contro la dengue; per combattere la malattia non ci sono altri mezzi che la lotta all'insetto vettore e la prevenzione, attraverso l'uso di zanzariere e repellenti.
L'infezione è causata da un virus che si presenta con quattro sierotipi distinti; nella sua forma benigna la dengue evolve positivamente ma in alcuni casi il virus può scatenare una forma emorragica che, se non trattata, risulta fatale.
Altri dettagli su: International Society for infectious diseases (ISID)
Leggi anche: Tutti i numeri della dengue

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