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Storie dai Tropici

Sri Lanka, no alle banane nelle aree protette. E Dole si ritira

(Colombo, Sri Lanka - 24/11/2011)

Battaglia vinta dagli ambientalisti dello Sri Lanka che si sono confrontati con la multinazionale Dole Food. Il gigante dell'industria bananiera è costretto a rinunciare al suo scellerato progetto di piantare banane nel Somawathiya National Park, un'area protetta che ospita qualcosa come 500 elefanti della sottospecie Elephas maximus maximus, dichiarata in grave pericolo di estinzione, nonché una lista di specie minacciate lunga quanto una quaresima.

Alla piantagione erano destinati ben 5.000 acri di foreste pluviali, miseramente disboscati per far posto alle colture dei dolci frutti che sarebbero finiti sugli scaffali dei supermercati esteri.
In un primo momento, il colosso statunitense aveva affermato che la terra destinata alle banane, acquistata in partnership con una società locale che a sua volta l'aveva acquisita dall'esercito, si trovava fuori dai confini del parco, quindi non soggetta a protezione ambientale.
Ma quelli dell'Environmental Foundation Limited, un'istituzione non profit locale tra le più attive, non si sono dati per vinti e sono riusciti ad ottenere immagini satellitari che mostravano in maniera inconfutabile le operazioni di disboscamento già in corso all'interno del parco nazionale.

Sotto la minaccia di finire in tribunale, anche se non sarebbe stata la prima volta, Dole ha preferito ritirarsi in buon ordine e ha comunicato di aver abbandonato il progetto. Tuttavia, non è dato sapere chi rimedierà ai danni: perchè Dole lascia sì, ma senza ammettere che era consapevole di operare illegalmente in un'area protetta.

Il parco nazionale Somawathiya, situato attorno al fiume Mahaweli, 260 km circa a nord est di Colombo, è una delle zone umide più importanti del paese. In primo luogo perchè rappresenta l'unico corridoio per gli elefanti dello Sri Lanka, una sottospecie dell'elefante asiatico, che dalle aree protette contigue attraversano periodicamente questo territorio. Ma anche perchè è popolato da molte altre specie che per la perdita di habitat compaiono sulla rista rossa dell'IUCN, come il leopardo dello Sri Lanka, il gatto rugginoso e il gatto viverrino, o pescatore, nonché acquile crestate, bufali d'acqua, cervi sambar e via discorrendo.

Siamo felici per come sono andate le cose, è stato il commento degli attivisti EFL, e speriamo che questa vicenda serva da esempio alle società che intendono operare in Sri Lanka senza prima condurre studi accurati sull'impatto ambientale delle loro attività.

Environmental Foundation porta avanti campagne su importanti questioni che riguardano questa piccola nazione dell'oceano indiano, da poco uscita da una sanguinosa guerra civile; oltre alla salvaguardia delle zone protette EFL è impegnata nella lotta contro le attività estrattive illegali, nella gestione dei rifuti e nella prevenzione degli incidenti mortali legati a morso di serpente.

Dole Food Company, multinazionale statunitense presente in 90 paesi, è il primo produttore mondiale di frutta fresca e registra ricavi che viaggiano sull'ordine dei 7 miliardi di dollari l'anno. Condannata in tribunale per aver a lungo usato in centroamerica un pesticida vietato, che provocava tumori e sterilità nei lavoratori, ha recentemente ottenuto la certificazione Rainforest Alliance per il rispetto degli standard ambientali e sociali; un bollino che la compagnia esibisce orgogliosamente sulle banane biologiche prodotte in Costa Rica, Honduras e Guatemala. Quanto allo Sri Lanka però, tutta un'altra storia.

Altri dettagli: Mongabay.com
Schede Paesitropicali.com: Sri Lanka
Leggi anche: Le repubbliche delle banane

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