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Storie dai Tropici

El Niņo sarā ancora attivo nei prossimi mesi

(Ginevra, Svizzera - 31/3/2010)

El Niņo, il ben noto fenomeno che influenza la meteorologia tropicale, si sta attenuando. Ma i suoi effetti si faranno sentire ancora per diversi mesi, secondo quanto dichiarato ieri dagli esperti dell'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO).

El Niņo, il cui ultimo ciclo č iniziato nel giugno 2009, č una delle anomalie oceaniche pių studiate: quando in estate le acque superficiali della regione pacifica intorno all'equatore si riscaldano pių del normale, i climatologi osservano maggiore umiditā e un aumento di rovesci nei pressi delle coste americane e, viceversa, scarsitā di precipitazioni e lunghi periodi di siccitā sulle coste asiatiche e su quelle australiane.
Si parla di fenomeno anomalo, perché in condizioni standard avviene esattamente il contrario.

L'attenzione mediatica nei confronti del Niņo č cresciuta negli ultimi anni, soprattutto dopo il 1997, quando si č verificato uno dei cicli pių intensi; quest'ultimo episodio č stato invece di livello moderato, ha affermato ieri il WMO.
Tuttavia, anche quest'anno ha avuto un ruolo importante nel determinare alcuni eventi meteorologici estremi, come la siccitā di enormi proporzioni che ha colpito molte regioni del sud-est asiatico e dell'Australia meridionale.

Numerosi altri fenomeni climatici che si sono verificati in questo periodo vengono associati, a torto o a ragione, a El Niņo: le bufere negli Stati Uniti, le ondate di caldo in Brasile, le inondazioni in Messico e la scomparsa delle piogge in Ecuador e in Venezuela.
Chavez, preoccupato per la situazione in cui versano gli impianti idroelettrici del paese, ha prolungato le festivitā di Pasqua, con l'obiettivo dichiarato di risparmiare acqua ed energia. Se le ragioni della crisi energetica del Venezuela vanno probabilmente ricercate altrove, la stagione appena trascorsa č stata eccezionalmente secca sul versante atlantico.

Poco al largo delle coste venezuelane, le isole caraibiche di Trinidad e Tobago stanno attraversando una crisi idrica senza precedenti: le riserve idriche sono scese al 40%. Riferisce oggi un'agenzia che non si verificano precipitazioni di una certa intensitā a partire dalla metā di maggio; e, secondo i meteorologi, non si prevedono piogge nel prossimo futuro.
Nel 2009 il numero di tempeste tropicali e di uragani sull'Atlantico č sceso al minimo dal 1997, uno schema tipicamente legato alla presenza del Niņo nel Pacifico.

Cosa ci attende nei prossimi mesi? Gli esperti del World Meteorological Organization prevedono lo smorzamento graduale del fenomeno ma non escludono la possibilitā che El Niņo si mantenga attivo anche al di lā di metā anno e che possa continuare ad influenzare la macchina termica tropicale.
Nel Pacifico la maggiore quantitā di calore rilasciata in atmosfera dal mare potrebbe alimentare fenomeni ciclonici di una certa intensitā, soprattutto nell'emisfero meridionale, tra le isole polinesiane e l'Australia.

Altri dettagli su Reuters

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