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Storie dai Tropici

Rio: meglio non fidarsi di Google Map

(Rio de Janeiro, Brasile - 26/4/2011)

Guardi Rio de Janeiro sulla mappa di Google e la città ti appare come uno smisurato agglomerato di favelas. Non è così, gridano dal Globo, principale quotidiano carioca che accusa Google di diffondere tra i turisti un'immagine distorta della realtà.
Sulla mappa non vengono visualizzati diversi quartieri tradizionali e molti siti turistici, come ad esempio Cosme Velho, dove si prende la funivia per la famosissima statua del Cristo Redentore, mentre è facile invece individuare la piccola e semisconosciuta favela di Villa Imaculate Conceicao.
Non è nemmeno segnalato il Pan di Zucchero e si deve utilizzare lo zoom per capire dove si trova il barrio di Humaitá, erroneamente identificato come un'unica immensa favela.
Chiunque voglia fare un tour in città e consulti questa mappa si spaventa, commentano i residenti di Rio. Di baraccopoli ce ne sono centinaia, è vero, ma coprono il 3,8 percento del territorio urbano, secondo le ultime stime rilasciate dalle autorità.

Da Google ammettono di aver notato che le favelas "sono più visibili di altri quartieri di Rio” e aggiungono di star già lavorando per dare informazioni più corrette. Un portavoce del gigante della rete ha tenuto a precisare che Google non aveva alcuna intenzione di screditare Rio e che la società si è affidata a persona del luogo per la redazione delle mappe.

Non è la prima volta che Google si trova in difficoltà per il suo servizio di mapping. Nel 2009 il Giappone ha accusato la società di voler fomentare divisioni sociali per aver pubblicato mappe risalenti al periodo feudale, che identificavano quartieri popolari come filth town ovvero "città di sporcizia". Nel 2011 la città tedesca di Endem si è vista attribuire il suo porto ai Paesi Bassi.
Ma il caso più eclatante è forse quello del 2010, che riguarda un confine a lungo teatro di disputa tra Costa Rica e Nicaragua. Google ha dovuto rispondere alle accuse del Costa Rica di aver alimentato la controversia militare ancora irrisolta sulla piccola Isla Calero, erroneamente segnata sul lato nicaraguense del confine. Google ha ammesso l'errore e ha modificato la mappa, ma il contenzioso tra i due paesi, che ha in realtà radici ben più antiche, non ha ancora trovato una soluzione.


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