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Storie dai Tropici

Il mistero degli hobbit di Flores

(Flores, Indonesia - 18/3/2010)

L'uomo di Flores è molto più primitivo di quanto si sia sempre pensato. Una nuova ricerca, pubblicata ieri su Nature, rischia di mettere in discussione molti aspetti chiave dell'evoluzione umana.
La storia affascinante e controversa comincia a Flores, un'isola dell'arcipelago indonesiano della Sonda. Nel 2003 alcuni ricercatori trovarono i resti scheletrici di esseri umani alti poco più di un metro e con un cervello di piccole dimensioni, paragonabili a quello di uno scimpanzé.

La straordinaria scoperta aprì un lungo dibattito scientifico: gli scheletri appartenevano a normali Homo sapiens affetti da nanismo, oppure si trattava di una nuova specie umana?
Secondo i sostenitori della prima ipotesi, gli ominidi avrebbero evoluto dimensioni ridotte a causa della mancanza di risorse alimentari e dell'isolamento geografico, un processo conosciuto nelle isole dell'Indonesia dove sono stati trovati esempi di nanismo insulare in altri mammiferi, il più noto dei quali è l'elefante nano (Stegodon sondaari).
Ma le evidenti differenze con la nostra specie hanno fatto poi ritenere che i resti degli individui trovati a Flores appartenessero ad una nuova specie, molto più primitiva, che prese il nome scientifico di Homo floresiensis e il soprannome di Hobbit, dai personaggi del noto romanzo Il signore degli anelli.

L'analisi dei resti scheletrici trovati nel 2003 indicava una datazione di 18.000 anni fa, il che significa che la nuova specie era contemporanea di Homo sapiens, cioè dei nostri antenati. Come poteva essere possibile?
Finalmente i risultati di uno scavo archeologico pubblicati ieri su Nature gettano una nuova luce sul mistero antropologico degli hobbit di Flores.
Gli scienziati hanno infatti scoperto alcuni strumenti primitivi, sigillati da strati di cenere vulcanica, che potrebbero risalire a milioni di anni fa e che andrebbero a sostenere la tesi che gli antenati dell'uomo di Flores avrebbero raggiunto l'Asia, migrando a piedi dal continente africano, molto tempo prima di quanto non si fosse mai immaginato.

La seconda e ancora più sorprendente conseguenza di questa ricerca è che i primi colonizzatori sarebbero più primitivi di H. erectus; ed è a quest'ipotesi che gli scienziati stanno ora lavorando.
Rimane ancora da rispondere ad un altro e non indifferente dilemma: come ha fatto l'uomo primitivo ad arrivare nell'isola di Flores, uno o più milioni di anni fa?
Una possibile teoria è che dall'Africa gli antichi esseri umani abbiano percorso a piedi i due continenti fino ad arrivare a Sulawesi; da lì, potrebbero essere stati trasportati dalle correnti (s'ipotizza persino uno tsunami) viaggiando a bordo di zattere fatte da detriti vegetali, secondo un modello di migrazione riconosciuto per spiegare alcuni endemismi animali, come i lemuri del Madagascar.
Gli scienziati sono perciò alla ricerca di prove per dimostrare la presenza dei nostri più antichi cugini a Sulawesi, in epoche precedenti a quelle della colonizzazione di Flores.
"Ci sono 17.000 isole in tutta l'Indonesia e noi sappiamo che da qualche parte devono essere passati", dice Adam Brumm, uno degli archeologi autori di questo nuovo e rivoluzionario studio sulla storia dell'evoluzione umana.

Altri dettagli su: National Geographic

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