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Storie dai Tropici

Dagli incendi in Russia alla guerra del pane in Mozambico

(Maputo, Mozambico - 3/9/2010)

La Russia ha annunciato l'estensione allo stop delle esportazioni di grano; un bando, in vigore da Ferragosto, dovuto alla riduzione del raccolto, per effetto della prolungata ondata di caldo e di siccità che ha investito il paese nei mesi estivi.
Come nel celebre paradosso della farfalla che sbatte le ali in un continente e causa un uragano nell'altro, nei paesi dipendenti dalle importazioni di grano crescono i timori d'approvvigionamento alimentare. E i primi effetti della speculazione globale che, manco a dirlo, porta all'aumento dei prezzi prima ancora che si avvertano carenze di prodotto nei magazzini, si vedono in questi giorni in un paese del terzo mondo: il Mozambico.

Sette morti e 248 feriti: questo è il tragico bilancio degli scontri di ieri a Maputo tra la polizia e i manifestanti, che bloccavano le strade della capitale per protestare contro un aumento del 30% del prezzo del pane, dei generi alimentari di prima necessità e del carburante.
La protesta, esplosa l'altro ieri, è degenerata nelle ultime ore. I manifestanti hanno eretto barricate, acceso roghi e distrutto le vetrine dei negozi. Il governo ha risposto schierando l'esercito e la polizia spara ad altezza uomo.

Le pagine del Financial Times riportano oggi l'attenzione sui fatti del 2008, quando la scarsità di cibo, la peggiore degli ultimi 30 anni, scatenò insurrezioni in diversi paesi in via di sviluppo, dal Bangladesh al Messico, e contribuì, secondo l'autorevole quotidiano finanziario, al crollo dei governi di Haiti e del Madagascar.

Il Mozambico, un paese con 14 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, è faticosamente uscito da una sanguinosa guerra civile e registra uno dei più elevati tassi di crescita del continente africano.
La guerra del pane rischia di far piombare di nuovo il paese nella violenza, dopo che il governo di Maputo ha dichiarato che "l'aumento dei prezzi è irreversibile".

Quanto sta avvenendo in Mozambico potrebbe essere un primo, tragico segnale. Jakkie Cilliers, direttore del South Africa's Institute of Security Studies, esprime preoccupazione per il rischio che possano ripetersi le proteste del 2008 "che certamente consolidarono il potere dei militari nella politica dei paesi africani".
Dagli incendi in Russia alla disperazione in Africa il passo, come si vede, è breve.

Altri dettagli su: Financial Times


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