Sei in: Storie dai Tropici --> Haiti dimenticata
line

Storie dai Tropici

Haiti dimenticata

(Port-au-Prince, Haiti - 21/4/2011)

La tragedia del terremoto è ormai lontana, il colera non interessa quasi più nessuno e gli haitiani sono ancora una volta vittime di una memoria dimenticata. Le vicende della nazione che ancora attirano l'attenzione di qualche organo di stampa sono essenzialmente legate alla situazione politica.
Ieri l'ex cantante Michel Martell è stato ufficialmente nominato nuovo Presidente di Haiti: l'esponente del partito Repons Paysan ha ottenuto il 67% dei consensi al ballottaggio tenutosi il 20 marzo scorso.

Dopo un vuoto di potere durato un'eternità, Haiti dovrebbe finalmente avere un interlocutore stabile, con il quale avviare i programmi di ricostruzione e sviluppo. Finiti i tempi bui?
Ad Haiti le cose non sono mai semplici. Il neo eletto presidente non ha una maggioranza e dovrà fare affidamento su una squadra in Parlamento composta da appena tre membri del suo partito. L'opposizione vicina al presidente uscente Préval conta invece 34 deputati su 99 totali. Ed ad aumentare il clima d'incertezza contribuisce il ritorno in patria dei due ex presidenti in esilio, Aristide e Duvalier figlio, sanguinario dittatore su cui pesa l'infamia di crimini contro l'umanità.

Acque agitate attendono Martelly, che gode di ampia popolarità tra i giovani, in una nazione in cui metà della popolazione ha meno di trent'anni, ma che non ha alcuna esperienza politica. Se è vero che all'orizzonte si prefigura una nuova impasse politica, che spazio avranno le questioni umanitarie?

“Il numero dei casi di colera è fortemente diminuito”, ha riferito all’agenzia Misna Stefano Zannini, capo missione ad Haiti di Medici Senza Frontiere, la principale organizzazione impegnata nella gestione della crisi del colera, “ ma la realtà resta allarmante”.
Anche se i tassi di contagio sembrano essersi stabilizzati, dopo lo scoppio dell’epidemia nell’ottobre 2010 che ha fatto almeno 4.700 morti, la stagione delle piogge ormai alle porte potrebbe innescare un ritorno del picco epidemico. Entro il mese di novembre si potrebbero superare i 770.000 casi, secondo le proiezioni di uno studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet; cifre che potrebbero tradursi in una sentenza di morte per circa 10.000 haitiani.
“Siamo pronti a riaprire in brevissimo tempo alcuni centri di trattamento” fa sapere il capo missione di MSF, ricordando che nonostante le pompose promesse del dopo terremoto, le strutture mediche ricostruite in un anno si contano sulle dita di una mano, e di queste quattro sono di Medici Senza Frontiere.

Il colera non è una malattia incurabile, migliaia di vite potrebbero essere salvate con la fornitura di acqua pulita e con la somministrazione di antibiotici; ma se non verranno prese decisioni e avviate azioni in tempi brevi, la situazione sanitaria del paese è destinata a peggiorare. MSF raccoglie comunque la sfida, nel silenzio della comunità internazionale.
Scegli di destinare il tuo 5x1000 a Medici Senza Frontiere

Leggi anche: Haiti. Cronologia di un inferno


line

     
     
     


Hai un sito o un blog? PaesiTropicali.com ti è piaciuto? allora regalaci un Link
Con il tuo aiuto il nostro portale diventerà sempre più utile e interessante. Grazie.


line line