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Storie dai Tropici

Giornata mondiale della malaria

(New York, 25/4/2010)

L'ambizioso obiettivo è zero morti di malaria entro il 2015. Il traguardo più vicino, lo ricorda oggi il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, è garantire trattamenti efficaci e protezione a tutte le persone a rischio di malaria entro la fine del 2010.

Ogni anno quasi un milione di persone muore a causa di una malattia che si può prevenire, diagnosticare e trattare con facilità.
Ma, denuncia Medici Senza Frontiere, i progressi della medicina restano un privilegio di pochi, siamo lontanissimi dall'obiettivo. Nove anni dopo la creazione del Roll Back Malaria (RBM) - una partnership tra OMS, UNICEF, Banca Mondiale ed altre istituzioni, che si era impegnata a dimezzare le morti per malaria entro il 2010 - il quadro epidemiologico non è migliorato.
Dal quartiere generale del WHO fanno invece sapere che i numeri mostrano un declino della malattia; ma intanto i dati relativi alla campagna africana di RBM non sono stati ancora resi pubblici.

Secondo molte organizzazioni umanitarie indipendenti, l'uso inappropriato di farmaci anti-malarici di vecchia generazione, come la clorochina o la sulfodaxina-primetamina (Fansidar), che vengono ancora ampiamente utilizzati, contribuisce ad aumentare la resistenza del parassita della malaria, portando ad una maggiore diffusione della malattia e ad un aumento dei decessi.
Tuttavia i medicinali più efficaci esistono già da un decennio: si tratta delle terapie a base di artemisina (ACT), che hanno meno effetti collaterali e sono riconosciuti, anche dall'OMS, come farmaci d'elezione per trattare la malaria. Disgraziatamente sono anche più costosi e molti paesi africani non possono permetterseli, così come non possono permettersi nemmeno le zanzariere che, soprattutto quando sono impregnate di insetticida, possono salvare molte vite.

Un rapporto appena pubblicato dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) ha evidenziato come nelle zone dove si è potuto realizzare un'efficace distribuzione di zanzariere, la diffusione della malaria si è ridotta in modo significativo. Tuttavia in Africa solo il 5% delle famiglie usa le zanzariere.

Esistono poi metodi accurati per diagnosticare la malaria: sono test rapidi, semplici da usare e che non richiedono apparecchiature sofisticate. Una più ampia diagnosi permetterebbe agli operatori sanitari di identificare quali pazienti hanno realmente bisogno di farmaci. Ma, di nuovo, molte strutture pubbliche non hanno fondi sufficienti per i test.

Gli strumenti ci sono dunque tutti, ma servono più risorse e maggiore collaborazione tra governi, organizzazioni internazionali e tutti quegli attori impegnati da anni nella lotta contro la malaria, che diventa ogni giorno di più una malattia dei poveri.

MSF

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