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Storie dai Tropici

Maldive, altro che ritorno alla normalità

(Malé, Maldive - 9/2/2012)

Federviaggio ha comunicato ieri che non ci sono emergenze alle Maldive, non c'è stata alcuna interruzione nei servizi turistici e i passeggeri vanno e vengono regolarmente dai resort. E' vero, l'aeroporto internazionale è operativo e non sono stati segnalati disordini né disagi per gli stranieri.
Il personale diplomatico in loco aveva previsto il ritorno alla normalità anche nella capitale, teatro degli scontri nei giorni scorsi. Quanto sta accadendo nel soleggiato arcipelago, hanno precisato dagli Affari Esteri, non è un colpo di stato ma solo un “avvicendamento accelerato al vertice del Paese”.

Se la crisi politica maldiviana non interferisce con il turismo, o per lo meno finora così è stato, la situazione è ben lungi dal tornare alla normalità.

La corte penale ha spiccato questa mattina un mandato di arresto per l'ex presidente Mohammed Nasheed ma nessuno ancora sa quale sia il capo di accusa. Migliaia di sostenitori sono radunati attorno all'abitazione di Nasheed. Si temono quindi nuove violenze.
Un funzionario di Amnesty International parla di brutale repressione della polizia sui manifestanti; una cinquantina di persone sono finite all'ospedale, compreso lo stesso Nasheed che, dopo le dimissioni obbligate, guidava la protesta pacifica chiedendo nuove elezioni. Un mandato di arresto è stato emesso anche per l'ex ministro della Difesa Tholhath Ibrahim.

Intanto la crisi si allarga a macchia d'olio anche negli atolli lontani, quelli abitati dai maldiviani, non le isole resort. Nell'atollo di Addu, seconda isola più popolosa dell'arcipelago nonché roccaforte dei sostenitori di Nasheed, è stato appiccato il fuoco nella stazione di polizia e diversi mezzi delle forze dell'ordine sono stati dati alle fiamme. L'esercito ha inviato un contingente di 300 uomini nel tentativo di contenere il caos.
Analoghi episodi di violenza si registrano in altre sette isole.

“Le dittature non sempre muoiono quando il dittatore lascia il suo incarico, ha dichiarato ieri Nasheed al New York Times. Il dittatore può essere cacciato in un solo giorno, ma ci vogliono anni per eliminare ciò che persiste della sua dittatura”. Si riferisce a Maumoon Abdul Gayoom, rimasto al potere alle Maldive dal 1978 al 2008. Sconfitto nelle prime elezioni democratiche del paese, ha continuato ad essere l'uomo forte delle Maldive.

“Spero che la comunità internazionale prenda atto di ciò che sta accadendo alle Maldive”, ha dichiarato il presidente deposto. E i fatti sono questi: il primo leader democraticamente eletto alle Maldive dopo oltre 30 anni di regime autoritario sarà in prigione da domani.

Altri dettagli: Minivan news
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