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Storie dai Tropici

Messico: attaccato convoglio umanitario, almeno due i morti

(Oaxaca, Messico - 28/4/2010)

Uomini armati hanno aperto ieri il fuoco contro un convoglio di attivisti dei diritti umani: due di loro sono rimasti uccisi e almeno quindici sarebbero feriti gravemente.
Ma il bilancio dell'attacco, opera di paramilitari, potrebbe essere più grave: alcune fonti parlano, infatti, di un numero ancora imprecisato di dispersi che, per sfuggire all'attacco, si sarebbero nascosti nella boscaglia.

Il gruppo di attivisti stava portando cibo e acqua a San Juan Copala, una comunità indigena isolata nello stato di Oaxaca, nel Messico meridionale. Le vittime accertate sono la messicana Beatriz Carino Trujillo, militante del gruppo Cactus (Centro de Apoyo Comunitario Trabajando Unidos) e Tyti Antero Jaakkola, un osservatore internazionale di nazionalità finlandese.
Faceva parte della missione anche un italiano, David Casinori, del quale non si hanno ancora notizie.

La comunità indigena triqui di San Juan Copala si era dichiarata autonoma nel 2007, per protestare contro la discriminazione e le violenze perpetrate nei confronti della sua gente. L'autonomia non è mai stata riconosciuta e il comune è vittima delle atrocità dei gruppi paramilitari locali, fedeli al governo di Oaxaca. Dal mese di gennaio la popolazione è stata privata di elettricità, acqua e medicine.

L'obiettivo della missione, cui partecipavano difensori dei diritti umani provenienti da Finlandia, Italia, Belgio e Germania, nonché membri di organizzazioni messicane, era di fornire un sostegno attivo alla comunità di San Juan Copala, arrestare le aggressioni, rompere il silenzio dei media e documentare la situazione in cui versa la popolazione della regione.

Il giorno precedente all'attacco il leader del gruppo paramilitare locale UBISORT aveva dichiarato che in nessun caso avrebbe consentito l'ingresso del convoglio umanitario.
In una dichiarazione, il segretario generale del governo dello stato di Oaxaca ha deplorato i fatti, ma ha preso le distanze sostenendo che "di non essere formalmente a conoscenza della missione e dei suoi obiettivi".

Altri dettagli su: La Jornada


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