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Storie dai Tropici

E' sempre mezzanotte da qualche parte

(dal Mondo - 31/12/2010)

31 dicembre, ore 11:00
Anna è casa con il suo piccolo Paolo; Mario è andato in ufficio, lei invece ha preso ferie e sta pensando come organizzare la serata. La passeranno a casa con gli amici.

In pieno Pacifico, nelle Tonga, where time begins, sono le 23:00. Le isole si trovano a cavallo della linea internazionale del cambio di data e il popolo tongano è orgoglioso di essere il primo al mondo a salutare il nuovo anno. Tra un'ora, allo scoccare della mezzanotte, Atamai e Talikula e tutti i tongani usciranno di casa per incontrare parenti e amici e scambiarsi abbracci e baci; la gente prende molto sul serio il capodanno, che è un momento d'incontro, di preghiera e di festa. I più giovani hanno già caricato i fana pitu, le canne di bambù riempite di kerosene, e sono andati in spiaggia; ma aspettano mezzanotte per accenderle, quando si scatenerà una festosa gara di botti, che rimbomberanno a lungo nei villaggi delle Tonga.

Anand, Nitesh e Shaniya sono ad Albert Park, a Suva; alle Fiji, dove vige l'ora legale, sono le 23:00 e gli street party impazzano. Fa caldo, si suda, e c'è tanta gente che balla al ritmo della musica diffusa dalle stazioni radio. E' la festa di strada più popolare della capitale; intorno ad Albert Park si danno appuntamento anche le famiglie, che hanno messo a terra le stuoie, i cestini da picnic e le ciotole colme di kavakava. Aspettano la mezzanotte, guardano gli altri ballare e si godono la notte. A Tavenui una delle isole più orientali dell'arcipelago, un raggio laser illumina il 180° meridiano.

Dorme invece la gente di Honolulu; nelle Hawaii è mezzanotte, ma del 30 dicembre, e mancano ancora 24 ore a Capodanno...


31 dicembre, ore 17:00
In Italia è buio ormai, e fuori fa freddo. Mario è tornato a casa e sta aiutando Anna in cucina; il forno è acceso, il telefono squilla di continuo, la bottiglia di spumante è in frigo.

Nella baia di Hong Kong è scoccata la mezzanotte. Nell'aria tiepida lo spettacolo delle luci a Victoria Harbour è bello come non mai: da quarantaquattro grattacieli partono fasci di luci al LED e raggi laser che creano una meravigliosa coreografia pirotecnica, fatta di colori, luci e suoni. Jing-quo ha accompagnato con il suo taxi una coppia di turisti, li ha lasciati e si è fermato poco più in là, a godersi lo spettacolo.

Anche a Bali è mezzanotte. In molti si sono radunati sulle spiagge e la superficie del mare riflette tanti piccoli fuochi d'artificio; niente di grandioso, ma c'è aria di festa. A Kuta beach, piena di turisti occidentali, sono già ubriachi da un pezzo.

A Bangkok invece manca ancora un'ora a mezzanotte. Una folla festosa si è radunata al Sanam Luang per assistere agli spettacoli di danza e musica thailandese e per godere da questo punto privilegiato i fuochi d'artificio lungo le rive del fiume Chao Phraya.


31 dicembre, ore 21:00
A casa di Mario e Anna tutto è pronto, gli amici sono arrivati e stanno preparando l'aperitivo; si ride, si scherza e si parla di viaggi passati e futuri.

E' mezzanotte a Mauritius. La serata è calda e non piove, nonostante dicembre sia il periodo delle tempeste tropicali. Nell'isola a forte vocazione turistica, tutti gli alberghi di Grand Baie e Flic-en-Flac hanno organizzato cenoni e feste con fuochi d'artificio, ma l'allegria esplode in ogni angolo di strada. Davanti a un falò acceso Marie-Josée, corpetto attillato e gonna lunga, balla al ritmo ipnotico del tamburo séga.


31 dicembre, ore 24:00
Mario stappa la prima bottiglia del 2011, si alzano i calici e finalmente si brinda. E' una bella serata.

A Rio de Janeiro sono le 21:00, mancano ancora tre ore alla mezzanotte e una delle feste di strada più grandiose del pianeta è già entrata nel vivo; l'atmosfera si fa elettrica su Avenida Atlantica e in spiaggia a Copacabana saranno già in due milioni, quasi tutti vestiti di bianco. L'evento più atteso è naturalmente lo spettacolo pirotecnico, che dura oltre venti minuti. Come ogni anno Henrique è sceso a piedi da Dona Marta a Botafogo, per gettare in mare fiori e una piccola offerta; sono per Yemanjá, la madre delle acque, che ricambierà portando fortuna alla sua famiglia.


1° gennaio, ore 6:00
In Italia si dorme ma a Cuba è mezzanotte e si festeggia. All'Avana, come da tradizione, 21 salve d'artiglieria sparate dalla fortezza di San Carlos de La Cabaña stanno salutando l'arrivo del nuovo anno e l'alba del 52° anniversario della rivoluzione. La musica impazza ovunque. A casa di Fernando, a Pinar del Rio, sono in tanti in famiglia, quattro generazioni sotto lo stesso tetto. Per la noche vieja gli uomini hanno preparato un maiale allo spiedo e le donne l'hanno servito con arroz congri (riso e fagioli rossi) e yuca con mojo (manioca con salsa all'aglio). Dopo, tutti in strada a fare festa. Molte cose stanno cambiando a Cuba, si parla del futuro, e c'è un cauto ottimismo. Il figlio di Fernando ha fatto domanda e nel 2011 aprirà una piccola attività in proprio.

E' mezzanotte anche alle Bahamas. Le strade di Nassau sono invase da una folla mascherata e rumorosa, che segue la parata dei carri di cartapesta e balla al ritmo irresistibile di tamburi, trombe, campanacci e sonagli. E' il Junkanoo, la festa nazionale, patrimonio della cultura nera delle Bahamas e retaggio della diaspora africana e del periodo buio della schiavitù.

1° gennaio, ore 11:00
Anna e Mario sono a colazione; la tv è accesa e trasmette le immagini del Capodanno nelle città del mondo. Il bambino chiede come mai dall'altra parte del mondo è ancora mezzanotte...e spiegarlo non è un'impresa facile.

Honolulu, spiaggia di Waikiki; l'appuntamento di fine anno non poteva che essere in uno dei luoghi più rappresentativi delle Hawaii. E' mezzanotte e Kalakaua Avenue, stretta tra i grattacieli e il mare, è illuminata dai fuochi d'artificio. Un gigantesco ananas di cartapesta è stato appena fatto cadere dal decimo piano dell'hotel Kahala, lasciando a bocca aperta quelli che stavano in spiaggia a guardare; come la sfera di cristallo di New York, solo in versione hawaiana.

Ad est della linea del cambiamento di data, le Samoa sono tra le ultime isole del Pacifico a salutare il nuovo anno. Ad Apia è appena passata la mezzanotte e Tataio e sua moglie Fa'afetai escono con la loro famiglia dalla chiesa, dove hanno pregato e intonato cori. Stanno tornando al loro fale sotto la luce della luna e il mare è calmo, si sente appena il suono della risacca. Questo capodanno sarà più sereno, il ricordo dello tsunami che ha devastato l'arcipelago nel settembre del 2009 va sempre più affievolendosi.

Buon anno a tutti, in qualsiasi parte del mondo voi siate.


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