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Storie dai Tropici

Scoperta nel Borneo nuova specie di loris lento

(Giava, Indonesia - 14/12/2012)

Grandi novità riguardo alla classificazione del loris lento, quel simpatico animaletto simile a una scimmia diventato, suo malgrado, una star su youtube.
Innanzi tutto c'è un nuovo arrivato. La specie finora sconosciuta alla scienza si chiama Kayan loris (Nycticebus Kayan) ed è stata scoperta da un gruppo di ricercatori internazionali nelle foreste del Borneo indonesiano, lungo il fiume Kayan da cui appunto prende il nome.

La nuova specie di loris si distingue per la diversa colorazione del pelo e per le macchie che formano la tipica mascherina intorno agli occhi; come tutti i loris anche la nuova specie è notturna ed è proprio questo suo stile di vita che ha reso difficile l'identificazione.

L'altra novità è che osservando meglio le differenze morfologiche tra i membri dello stesso genere due loris noti ma considerati sottospecie, il N. Bancanus e il N. Borneanus, si guadagnano ora lo status di specie. La questione riguarda la sistematica ma non è solo teorica.
Il punto è che con lo status di specie dovrebbe essere più facile proteggere questi piccoli primati dal commercio illegale come animale domestico, un traffico cruento che è purtroppo aumentato molto negli ultimi anni.
Il loris lento, una proscimmia parente dei lemuri, è per aspetto e dimensioni il pet ideale. Tanto grazioso da sembrare finto, un peluche. La fama se l'è guadagnata soprattutto con un filmato cliccatissimo in cui il tenero animaletto dagli occhioni languidi prende dalle mani del proprietario un ombrellino da cocktail. L'impressione è quella di un cucciolo indifeso. In realtà l'animale è terrorizzato, perchè solo quando ha paura il loris lento diventa docile e passivo.

Il loris lento è piccolo ma per niente cordiale. La natura lo ha dotato, caso unico tra i primati e rarissimo tra i mammiferi, di un morso velenoso che serve a cacciare, difendersi e proteggere i propri piccoli. Per caricare la sua arma il loris lecca una ghiandola posta nel gomito stimolandola a produrre una tossina che, mescolata con la saliva dell'animale, diventa un veleno abbastanza potente da causare shock anafilattico anche nell'uomo.

L'ignaro proprietario raramente va incontro a sgradevoli incidenti; i trafficanti di animali selvatici strappano i denti al loris prima di metterli in commercio. Molti muoiono di stenti. La dieta di questi animali onnivori è molto varia: insetti, piccoli animali, frutta, nettare, uova – e già è difficile garantirla in cattività, figuriamoci se l'animale è privato della dentatura.

Oltre a queste quattro specie di loris del Borneo e delle Filippine, ce ne sono almeno altre quattro che vivono in Asia meridionale e nel sudest asiatico.
La scoperta di nuove specie ha senz'altro importanti implicazioni per la sopravvivenza del loris lento. Ma il rilascio in natura degli animali confiscati sarà probabilmente un'operazione più complessa. Un motivo in più per farsi passare la voglia di adottare un loris lento.

Altri dettagli: BBC nature news

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