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Storie dai Tropici

Previsione uragani 2011. Come andrà nei Caraibi?

(Camp Springs, Maryland, USA - 20/5/2011)

All'inizio ufficiale della stagione degli uragani mancano pochi giorni. Dal 1° giugno al 30 novembre le regioni tropicali e subtropicali atlantiche, quindi anche i Caraibi e diversi paesi del centro America, vedranno il passaggio di questi impressionanti fenomeni meteorologici, che si sviluppano dal mare e si estinguono poi sulla terraferma, provocando danni imponenti e, non di rado, anche molte vittime.
Sapere fin da ora come andrà interessa in primo luogo i residenti ma anche chi, ad esempio, sta progettando una vacanza in qualche isola dei Caraibi, nei paesi che si affacciano sul golfo del Messico o nelle regioni atlantiche degli Stati Uniti.

Le prime previsioni indicavano già una stagione 2011 piuttosto attiva, con un numero di uragani superiore alla media. Il quadro è stato aggiornato ieri dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), autorevole ente meteorologico statunitense.
La brutta notizia è che la NOOA conferma i dati già diffusi precedentemente e, caso mai, li peggiora, prevedendo la possibilità di una stagione molto attiva. Invece, la buona notizia è che andrà comunque meglio rispetto al 2010, che si ricorda come la terza stagione più attiva della storia.

Secondo le carte meteo, sviluppate con l'aiuto di modelli fisico-matematici, dobbiamo aspettarci il passaggio di 12-18 tempeste tropicali, 6-10 delle quali diventeranno uragani; di questi, da 3 a 6 raggiungeranno categoria 3, soglia oltre la quale vengono classificati gli uragani più devastanti. Per fare un confronto basta ricordare che la media annuale oscilla intorno a 10-11 tempeste tropicali, con 6 uragani e solo 2 major hurricane.
Diversi fattori climatici concorrono a determinare un tale quadro, che secondo l'ente statunitense ha una probabilità di accadimento del 70%, quindi piuttosto alta; tra questi, le temperature sopra la media delle acque tra i Caraibi e le coste dell'Africa, la zona nella quale si sviluppa il maggior numero di perturbazioni.

E' ovvio che i modelli meteo stagionali, per quanto interpretati con rigore, non arrivano a prevedere dove e quando gli uragani andranno a colpire. L'anomala ondata di tornado che ha devastato il sud degli Stati Uniti e gli allagamenti provocati dall'esondazione del Mississippi, a seguito di eccezionali precipitazioni durante la primavera, dovrebbe servire a ricordare che le catastrofi naturali possono avvenire ovunque e in qualsiasi stagione.

Tuttavia, nel caso degli uragani atlantici, una certa regolarità c'è: le perturbazioni atlantiche, che si formano con maggiore frequenza nella tarda estate, viaggiano lungo la fascia tropicale dalle coste africane verso le Americhe e, arrivate nei pressi del mar dei Caraibi, deviano gradualmente, a causa della rotazione terrestre, verso nord ovest nel nostro emisfero o verso sud ovest nell'emisfero australe.
Questo comportamento spiega perché nei Caraibi, ad esempio, le isole come Cuba, la Repubblica Dominicana, le Bahamas e le Antille settentrionali sono, in linea generale, le regioni a maggior rischio uragani. Il che non vuol dire però che il resto dell'arco caraibico sia al sicuro.
Per ora, l'unica certezza sta nei nomi, che vengono assegnati con largo anticipo: la prima tempesta tropicale di quest'anno è donna, si chiamerà Arlene.

Altri dettagli su: NOAA – Climate Prediction Center
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