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Storie dai Tropici

Contaminazione radioattiva nel Pacifico: una spedizione scientifica va ad indagare

(Aukland, Nuova Zelanda - 13/4/2011)

Fukushima come Cernobyl. Solo che la centrale di Fukushima non è circondata dalla steppa ucraina ma dal mare, che da un mese accoglie gran parte dei veleni rilasciati dopo l'incidente. Se sulla terra è possibile monitorare i livelli di radioattività con estrema accuratezza, in pieno oceano l'operazione è molto più complessa.
Non ci sono dati, tranne forse quelli dei francesi, che probabilmente ne hanno raccolti quando facevano esplodere qualche atollo polinesiano, ma disgraziatamente hanno deciso di tenerseli per sé. La buona notizia, se buona può definirsi, è che qualcuno si è preso la briga di andare a vedere cosa sta succedendo in pieno Pacifico.

Proprio in queste ore è arrivata in Nuova Zelanda la nave oceanografica Hesperides, una sorta di università galleggiante, partita dalla Spagna con l'obiettivo di circumnavigare il globo e raccogliere campioni per valutare l'impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità marina.
Nulla a che vedere con l'inquinamento radioattivo. Ma quando la spedizione Malaspina si trovava in acque australiane, più o meno a metà del suo giro del mondo, il Giappone veniva investito dal terremoto e da quel terribile tsunami, che avrebbero irrimediabilmente danneggiato la centrale nucleare di Fukushima.

La portata della crisi ha fatto riflettere i membri della spedizione scientifica: i campionamenti in mare si stavano facendo, ma solo nelle zone prossime alla costa, mentre nessuno aveva in programma di spingersi in pieno Pacifico, lungo le rotte seguite dai venti che da oltre un mese trasportano verso est gli elementi radioattivi rigettati da Fukushima.
Nel giro di qualche settimana il team di scienziati internazionali si è organizzato e ha modificato il programma della spedizione: da Aukland faranno rotta verso nord, puntando alle Hawaii e da qui a Panama. Lungo il percorso raccoglieranno campioni di aria e di acqua, ma anche plancton, uova e larve contenuti negli strati superficiali dell'oceano.
“Analizzeremo i livelli di radioattività nei campioni e l'eventuale presenza di cesio-137 nonché di iodio-131, anche se dubito che troveremo tracce di quest'ultimo isotopo, che ha un tempo di dimezzamento assai breve” ha dichiarato il capo della spedizione scientifica, Carlos Duarte. I risultati saranno resi pubblici e messi a disposizione della comunità scientifica internazionale.

Il progetto Malaspina è coordinato dal CSIC (Consejo Superior De Investigaciones Científicas) e coinvolge 29 università spagnole nonché 20 istituzioni scientifiche internazionali: prevede la raccolta e l'analisi di 70 mila campioni di acqua, aria e organismi marini. La spedizione prende il nome da Alessandro Malaspina che alla fine del XVIII secolo fu il primo navigatore a realizzare una missione di esplorazione scientifica intorno al globo.

Altri dettagli su: 3News NZ
Leggi anche: Rilascio in mare di tonnellate di acqua radioattiva (4/4/2011) e Radioattività, quale impatto sulla vita marina? (24/3/2011)

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