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Storie dai Tropici

Sono davvero necessarie le reti antisqualo?

(Cairns, Queensland, Australia - 23/1/2012)

Nate più di cinquant'anni fa con il nobile scopo di tutelare l'uomo da un quanto mai improbabile attacco di squalo, le reti finiscono per diventare una trappola micidiale per mammiferi marini, tartarughe, razze e per gli squali stessi.
Dopo il Sud Africa, dove le reti antisqualo sono estesamente utilizzate, diversi altri paesi ad alta vocazione turistica hanno adottato le barriere artificiali, che promettono ai vacanzieri un bagno sicuro, con buona pace dei danni causati alla fauna marina.

Nel Queensland hanno fatto di più. Lungo la Gold Coast fin su a Cairns, le reti antisqualo sono munite di pingers, dispositivi acustici “di dissuasione” che servono a tenere i cetacei lontano dalle reti. Dopo due anni di sperimentazione, i pingers sembrano funzionare.
Oggi la stampa australiana ha dato orgogliosa la notizia: da quando è stato adottato l'uso dei dispositivi acustici, una sola balena finisce ogni anno intrappolata nelle reti, rispetto ai 27 mammiferi involontariamente catturati negli anni precedenti.
Un successo? Sì e no, perché i danni collaterali creati dalle reti antisqualo sono ancora tanti, a cominciare dal fatto che il segnale acustico trasmesso dai dispositivi installati nel Queensland sembra funzionare solo con i grandi cetacei ma non spaventa invece altre specie.

Per dare l'allarme ai delfini, ad esempio, sono necessari altri tipi di dispositivi, simili a quelli adottati anche dall'Unione Europea per limitare la cattura accidentale dei cetacei durante le attività di pesca al tonno. Ma non è affatto detto che quei suoni, studiati per allontanare l'animale, non vengano poi male interpretati; il mondo marino si scambia segnali che l'uomo ancora non conosce, motivo sufficiente a far nascere perplessità sull'efficacia dei pingers e dei dispositivi acustici in generale.

Il compromesso adottato nel Queensland è meglio di niente, ma la discussione sulla reale utilità delle reti antisqualo rimane una questione aperta. Gli ambientalisti da sempre disapprovano il sistema. In effetti le reti antisqualo, benché abbiano un effetto rassicurante sui bagnanti, non garantiscono certo una totale protezione: visto che sono fissate a boe ancorate al fondo marino a diversi metri di profondità, gli squali possono oltrepassarle sotto, ma anche sopra e di fianco.

La vera funzione delle reti antisqualo, sostengono molti studiosi marini, non è tanto quella di tenere lontani gli spietati cacciatori del mare, quanto quella di catturarli. E' paradossale: da un lato cresce la coscienza e si diffonde l'allarme sul crollo delle popolazioni di squalo in tutto il mondo, dall'altro si fa ancora uso di un sistema vetusto e deleterio, in nome di una presunta sicurezza del bagnante.

Altri dettagli: The Sydney Morning Herald
Leggi anche: Chi ha paura dello squalo

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