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Storie dai Tropici

Incubo radiazione: nel Pacifico psicosi alle stelle

(Tokyo, Giappone- 16/3/2011)

Le autorità dei paesi asiatici ma anche gli alti funzionari degli Stati Uniti hanno un bel da fare per rassicurare la popolazione. E' inutile, il panico si sta diffondendo da una sponda all'altra del Pacifico.
Ieri i venti spingevano la nube radioattiva di Fukushima verso l'oceano. Oggi invece hanno ruotato anche da nord verso sud e i radionuclidi contenuti nei gas emessi dalle centrali danneggiate, essenzialmente iodio 131 e cesio 137, si spostano verso Tokyo: nella capitale nipponica si misura già un livello di radioattività di almeno 10 volte superiore alla norma.

Il terrore, giustificato oppure no ma comunque comprensibile, spinge la gente a fare incetta di ioduro di potassio, una sostanza utilizzata per saturare la tiroide di iodio e contrastare l'esposizione a radiazioni di basso livello: sulla costa ovest degli Stati Uniti le farmacie sono state prese d'assalto e ora sono rimaste sprovviste.

Alle Hawaii, che pure distano oltre 6.000 km dal Giappone, la psicosi è alle stelle. Gli esperti assicurano che la nube radioattiva, qualora dovesse arrivare alle Hawaii, avrebbe una concentrazione di particelle radioattive talmente bassa da non causare alcun danno alla salute.
Le autorità sanitarie delle Hawaii raccomandano quindi di non assumere ioduro di potassio, che non soltanto è inefficace a questo stadio ma può essere dannoso. Se una tale misura si rendesse necessaria nei prossimi giorni, fa sapere in un comunicato l'Hawaii State Department of Health, la popolazione sarà avvisata. Per ora i livelli di radiazione nell'arcipelago hawaiano sono nella normalità.

Tuttavia ai residenti viene raccomandato di prepararsi all'emergenza. Il consiglio è quello di tenere pronto un kit con acqua, cibi non deperibili, medicine per il pronto soccorso, soldi e documenti, una radio e altri pochi oggetti utili, come ad esempio una torcia elettrica e un apriscatole. Una raccomandazione questa che, seppure necessaria, di certo non aiuta ad abbassare la soglia di preoccupazione nei residenti.

Nei paesi asiatici si procede con i test sui cibi importati dal Giappone per verificare l'eventuale presenza di contaminanti: Thailandia, Hong Kong, la Malaysia e Singapore stanno monitorando i prodotti alimentari, in primo luogo frutta e vegetali freschi, importati dopo l'11 marzo. Al momento non sono stati riscontrati parametri fuori norma e quindi non è stata presa alcuna misura di embargo alimentare.

La situazione è ancora molto confusa; qualcuno l'ha chiamato un incubo al rallentatore. Ieri nelle Filippine e in altri paesi asiatici si è diffusa la notizia che la nube radioattiva aveva superato i confini nipponici e si stava propagando in una vasta area, interessando diverse nazioni; ma si trattava di un falso allarme, attribuito alla BBC e subito smentito dalla prestigiosa emittente britannica.
Il panico aveva raggiunto un livello tale che lavoratori e bambini erano già stati mandati a casa; l'allarme è poi rientrato dopo la secca smentita della notizia da parte del governo filippino.

Il valore massimo registrato finora intorno alla centrale di Fukushima è di 400 millisieverts (mSv). Come termine di paragone, la dose di una radiografia al torace è circa 0,1 millisievert; la soglia massima stabilita per gli addetti agli impianti nucleari è 20 millisieverts l'anno.
A Chernobyl l'entità della radiazione variava da 800 a 1.600.000 millisievert, quindi di molto superiore a quella misurata finora in Giappone.
Tuttavia va ricordato che il rischio di cancro aumenta se solo si supera la soglia di 100 millisieverts in una sola dose; tra 100 e 500 mSv si riscontrano i primi danni al midollo osseo. Livelli superiori a 1.000 mSv causano effetti istantanei sulla salute, con conseguenze tanto gravi da portare alla morte nel giro di qualche settimana.

Secondo Wikileaks, il Giappone sapeva da oltre due anni che i suoi impianti nucleari erano a rischio e che non avrebbero potuto reggere ad un sisma di magnitudo 7 o superiore. E in un paese dei vulcani e dei terremoti non era poi tanto improbabile che si verificasse il Big One.

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