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Storie dai Tropici

Svelati i segreti della manta gigante

( Tofo Beach, Mozambico – 12/11/2009)

Uno dei più rari giganti della terra è stato filmato per la prima volta da una troupe della BBC. Il documentario, andato in onda ieri nell’appassionante serie Natural World, è intitolato “Andrea: regina delle mante”. I protagonisti erano appunto Andrea Marshall, biologa marina che da otto anni vive in un villaggio sulle coste del Mozambico, e le mante giganti, che la stessa scienziata descrive come “gli uccelli marini più belli del mondo”. E le immagini le danno ragione.
Mante e razze sono pesci cartilaginei apparentati con gli squali; entrambi hanno un corpo romboidale appiattito con pinne pettorali a forma di ala, ma solo le razze sono dotate di una coda sottile provvista di aculeo.
Fino all’anno scorso l’unica specie di manta conosciuta, che può raggiungere anche 7 metri di larghezza, era la manta gigante o diavolo di mare (Manta birostris). Ma Andrea Marshall, che da anni studia il comportamento di questi meravigliosi animali nel loro ambiente naturale, ha scoperto che di mante ne esistono due specie distinte: una oceanica, l’altra che frequenta abitualmente le acque del reef. E, soprattutto, la Marshall ha mostrato un’ampia serie di comportamenti diversi che questi pesci adottano per sopravvivere, nutrirsi e riprodursi.
La manta gigante nuota a profondità elevate e può compiere migrazioni di oltre mille chilometri in soli 60 giorni: dal Mozambico raggiunge le acque delle Maldive dove, in determinate stagioni, si formano gruppi di centinaia di esemplari, la maggior parte dei quali sono femmine. E’ evidente che in questa zona ci sono condizioni favorevoli per la loro riproduzione. E anche per il nutrimento: il fenomeno, osservato a Hanifaru Bay dove banchi di mante nuotano in gruppo disegnando una spirale e convogliando in questo modo il plancton, era già noto come cyclone feeding.
Le femmine partoriscono un solo piccolo per volta, dopo 12 mesi di gestazione, e raramente si riproducono per due anni consecutivi. La scienziata ha inoltre spiegato che le mante da lei osservate presentano spesso vistose cicatrici dovute agli attacchi di squali di grosse dimensioni; tuttavia riescono a sopravvivere facendosi ‘curare’ le ferite da pesci pulitori che, rosicchiando delicatamente i tessuti morti, impediscono il formarsi di infezioni.
Mentre continua le sue ricerche, la Marshall è attivamente impegnata nella conservazione di specie marine giganti ma vulnerabili come le mante e gli squali balena. Mante e razze sono a rischio per diversi motivi: si riproducono lentamente, stanno perdendo progressivamente il proprio habitat e sono vittime di una caccia sfrenata; alcune parti dell’animale costituiscono infatti un elemento ricercato per la medicina cinese tradizionale.

per maggiori dettagli: Manta & Whale Shark Research Centre

Viaggiare alle Maldive

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