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Storie dai Tropici

Yum, Yum, Yellow: il giallo attira gli squali? Non proprio, sono daltonici

(Brisbane, Queensland, Australia - 19/1/2011)

Se avete in programma di andare al mare, per nuotare, immergervi o fare surf, scegliete con cura l'abbigliamento: costumi e short mai gialli, possibilmente nemmeno rossi.
Gli ultimi dettami della moda mare? Nulla di tutto ciò. Indossare colori molto accesi può richiamare l'attenzione di uno squalo che dovesse trovarsi nei dintorni.

Gli squali, hanno scoperto alcuni ricercatori australiani, sono daltonici: non distinguono i colori, piuttosto sono attratti da un oggetto nell'acqua se questo è ad alto contrasto con l'ambiente circostante.
Il team di scienziati ha esaminato la retina di 17 specie di squali del Queensland e dell'Australia occidentale. Dieci di queste non avevano coni, le cellule responsabili della visione a colori, e le rimanenti sette specie ne possedevano di un solo tipo, quello sensibile al verde.

La visione cromatica è garantita nell'uomo e in molti animali terrestri dalla presenza nella retina di tre diversi tipi di cellule fotorecettrici, ciascuna delle quali è deputata a ricevere luce di una data lunghezza d'onda, che corrisponde ai tre colori primari: blu, verde o rosso.
Con un sistema retinico diversamente strutturato, gli squali non percepiscono altro che diverse tonalità di grigio.

Perché allora il giallo sarebbe il colore più sbagliato? In un esperimento condotto dalla marina statunitense nel 1970, un manichino con indosso un giubbotto salvavita giallo era stato ripetutamente attaccato da un gruppo di squali blu (Prionace glauca). Lo stesso manichino con un giubbotto rosso aveva subito qualche attacco, mentre un altro, che aveva un giubbotto nero, era stato aggredito solo due volte.
All'epoca sembrò plausibile che gli squali preferissero il giallo, tanto che qualcuno coniò lo slogan "yum, yum, yellow".

Lo studio condotto dai ricercatori australiani ha ora dimostrato che ad attirare l'attenzione dei grandi predatori del mare non è tanto il colore quanto il contrasto di un oggetto in movimento sullo sfondo. Più è luminoso, più attrae.
Secondo quanto riportato dalla BBC, questa scoperta potrebbe servire non solo a prevenire gli attacchi di squali all'uomo, ma anche a progettare esche e reti da pesca utili a ridurre il numero di squali catturati accidentalmente.

Ma i risultati della ricerca sono importanti anche da un punto di vista evolutivo. Gli squali sono i più antichi vertebrati viventi, macchine biologiche perfette, che però conservano un sistema retinico primitivo; ma le razze, loro stretti parenti, posseggono invece cellule fotorecettrici, che permetterebbero la visione a colori.
D'altro canto i mammiferi marini che si sono evoluti più di recente, come balene, delfini e foche, sembrano essere daltonici al pari degli squali: hanno, infatti, un unico tipo di coni, sensibili al verde. Questo farebbe pensare che squali e mammiferi marini possano essere arrivati allo sviluppo di uno stesso sistema visivo attraverso un'evoluzione convergente, dicono gli scienziati.

L'incapacità di poter distinguere i colori sembra comunque essere un handicap per gli squali. E' vero che la maggior parte di questi grandi predatori sono molto attivi all'alba e al tramonto e operano quindi in condizioni di luce fioca. Ma ce ne sono altri che cacciano ad ogni ora del giorno; a queste specie la visione a colori farebbe senz'altro comodo .
Gli scienziati sperano di risolvere questo mistero attraverso ulteriori ricerche.

Altri dettagli su: BBC Earth news
Leggi anche: Chi ha paura dello squalo?


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