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Storie dai Tropici

Da metà agosto previsto picco della stagione degli uragani

(Miami, USA - 12/8/2010)

I massimi esperti mondiali di uragani tropicali, che già mesi fa pronosticavano una stagione 2010 particolarmente intensa, hanno appena aggiornato le previsioni. Anche se la prima parte della stagione è stata fiacca, con un numero di uragani e tempeste entro la media, il peggio deve ancora venire, avvertono i meteorologi.

Le stagioni tradizionalmente "attive" in termini di tempeste tropicali e uragani producono i fenomeni più violenti da metà agosto fino a tutto settembre.
Questo significa, fanno sapere dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), che siamo sulla cuspide di una stagione che, prima della sua fine nel mese di novembre, potrebbe vedere il presentarsi, in totale, di 14-20 tempeste, 8-12 uragani, e 4-6 uragani di categoria 3 o superiore,.
Finora abbiamo avuto un solo uragano (Alex) e 2 tempeste tropicali (Bonnie e Colin). Se le previsioni fossero esatte, ci attende a partire dal 20 agosto un periodo durante il quale le carte meteo saranno ampiamente colorate di rosso. Secondo il meteorologo capo di Accuweather, c'è un considerevole rischio che nei giorni a venire compaiano sulle mappe satellitari due o tre tempeste in contemporanea.

Ci sono diversi fattori che inducono gli esperti a confermare questo andamento. Innanzi tutto, le acque del bacino Atlantico, tra le coste africane e il mar dei Caraibi, più calde della media; poi lo sviluppo de La Niña, che conduce ad un raffreddamento del Pacifico, ma anche a venti più deboli nell'alta atmosfera, che consentono alle nuvole di tempesta nell'Atlantico di crescere ed organizzarsi.

In breve, il cuore della stagione degli uragani atlantici è solo all'inizio. I paesi più a rischio, cioè gran parte delle isole dei Caraibi e le nazioni che si affacciano sul Golfo del Messico, non devono abbassare la guardia e prepararsi ad affrontare il peggio, hanno sentenziato dal NOOA, il servizio meteo nazionale statunitense.

Gli uragani sono classificati in categorie, in base alla velocità dei venti, con la scala Saffir-Simpson.
Uragano di categoria 1 (venti tra 118 e 152 km/orari). Intensità minima; provoca modeste mareggiate sulle strade costiere e danni limitati alle strutture più deboli e senza fondamenta.
Uragano di categoria 2 (venti tra 153 e 176 km/orari). Intensità moderata; provoca inondazioni e danni considerevoli sulle zone costiere che, in alcuni casi, possono rendere necessaria l'evacuazione di alcuni centri abitati. Gli edifici con le fondamenta subiscono danni limitati.
Uragano di categoria 3 (venti tra 177 e 208 km/orari). Intensità forte; provoca inondazione dei terreni pianeggianti fino a 20 km nell'interno e distruzione di molti edifici; è necessario procedere all'evacuazione di tutti i residenti delle zone costiere.
Uragano di categoria 4 (venti tra 209 e 248 km/orari). Intensità estrema; provoca mareggiate devastanti e danni imponenti agli edifici e all'ambiente. Si procede all'evacuazione delle popolazioni costiere e di quelle che vivono fino a 3 km nell'interno.
Uragano di categoria 5 (venti oltre 248 km/orari). Intensità catastrofica; provoca il caos totale, con grandi alberi sollevati da terra, il crollo di molti edifici e una distruzione massiccia, che dalla zone costiere si estende fino a 16 km nell'interno.

Altri dettagli su: NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration)

Leggi anche: Dossier Tropici: Nell'occhio del ciclone


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