Sei in: Storie dai Tropici --> Christopher “Dudus” Coke, l’uomo che tiene in ostaggio la Giamaica
line

Storie dai Tropici

Christopher “Dudus” Coke, l’uomo che tiene in ostaggio la Giamaica

(Kingston, Giamaica - 24/5/2010)

Nessun altro tra i tanti boss della droga giamaicani ha mai guadagnato tanto potere quanto Christopher "Dudus" Coke, alias Christopher Michael Coke, che la gente chiama il generale, il presidente, o "Presi" o "Bossy" o ancora "Shortman".

E' un "Don", è il padrino di Tivoli Gardens, uno dei famigerati ghetti di West Kingston, nel cuore della città. Per la gente del quartiere, che si sente abbandonata dal governo centrale, Dudus è un benefattore: tutti dipendono da lui per mandare i figli a scuola, comprare cibo e, soprattutto, per risolvere le controversie dentro e fuori la Giamaica. La sua influenza va infatti ben oltre i confini del ghetto.
Secondo la polizia locale, Dudus gestisce il giro di droga più organizzato della Giamaica, una rete criminale che si estende dall'isola in tutti i Caraibi, nel Nord America e nel Regno Unito.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti lo ha messo sulla lista degli uomini più pericolosi del mondo. Suo padre, Lester Coke, era il leader della famigerata gang Shower Posse, ritenuta responsabile di un migliaio di uccisioni in Giamaica e negli Stati Uniti e passata poi nelle mani di Dudus.
Coke senior morì in carcere durante un misterioso incendio nel 1992, mentre era in attesa di estradizione verso gli USA. Al corteo funebre parteciparono il leader dell'allora partito di opposizione e diversi altri esponenti politici giamaicani.

Alla morte del padre, Dudus ha conservato forti legami con le alte sfere del governo. La comunità di Tivoli Gardens, controllata dal signore della droga, è una roccaforte del Jamaica Labour Party (JLP) nonché circoscrizione elettorale dell'attuale primo ministro Golding; se non bastasse, l'avvocato difensore di Dudus è il senatore Tom Tavares-Finson, membro del Parlamento.
Ma non è tutto. Perché Dudus Coke è, come tutti i padrini, anche un businessman di successo. Secondo il quotidiano giamaicano Herald Sunday, la società Incomparabile Enterprise Limited, di cui è Dudus è stato presidente fino al 2002 e oggi è ancora forte azionista, ottiene ogni anno, grazie all'appoggio del JLP, contratti pubblici da milioni di dollari.

Non stupisce quindi che la richiesta di estradizione, partita dagli Stati Uniti il 25 agosto del 2009, abbia scatenato un affair che minaccia di porre fine alla vita politica di un primo ministro, oltre a minare la credibilità di un'intera amministrazione, salita al potere con grandi aspettative meno tre anni fa.

Il Primo Ministro giamaicano, Bruce Golding, che ieri si è visto costretto a far intervenire la Guardia nazionale per sedare gli scontri di Kingston, aveva respinto la richiesta di estradizione per il boss, sostenendo che le prove utilizzate per giustificare la richiesta degli Stati Uniti erano state ottenute attraverso intercettazioni illegali.
Secondo il governo, il boss avrebbe dovuto essere giudicato dal sistema giudiziario giamaicano. Un atteggiamento che agli Stati Uniti è apparso poco collaborativo, soprattutto perché in altre occasioni la Giamaica aveva prontamente risposto alle richieste di estradizione avanzate nei confronti di personaggi accusati di crimini violenti.
Si sarebbero diffuse dicerie circa la presenza in Giamaica di agenti della CIA, che operavano segretamente per raccogliere prove sui crimini commessi da Dudus Coke; secondo il quotidiano giamaicano The Gleaner, agenzie internazionali stavano effettivamente collaborando con i servizi di sicurezza nazionale per tenere sotto stretta osservazione i movimenti del boss.

Messo ormai alle strette, il premier Bruce Golding ha dato la scorsa settimana il via libera all'estradizione. Il suo atteggiamento di chiusura nei confronti di Washington gli faceva piovere addosso accuse di politico corrotto, succube di un criminale ricercato a livello internazionale. Il Dipartimento di Stato americano aveva espresso il suo disappunto, dichiarando di volere una Giamaica trasformata in un "partner più sicuro, democratico, prospero e stabile."

L'affair Dudus stava inoltre condizionando l'appoggio finanziario internazionale; la Giamaica, alle prese con una profonda recessione, aveva chiesto aiuto al Fondo Monetario Internazionale, ma il prestito era vincolato all'estradizione del signore della droga.
D'altra parte, l'arresto del boss rischia di destabilizzare ulteriormente un paese a lungo tormentato dalla violenza connessa alla droga.
Con 1.672 omicidi solo l'anno scorso, la Giamaica è uno dei paesi più violenti del mondo. Ogni nuova ondata di violenza potrebbe provocare gravi danni all'industria turistica, la principale fonte di redditi dell'isola.
I primi contraccolpi si sono già sentiti. La settimana scorsa USA, Canada e Regno Unito hanno emesso bollettini di allerta, sconsigliando ai propri connazionali i viaggi in Giamaica.
La polizia locale spera che gli avvocati di Dudus Coke riescano a convincere il proprio cliente a costituirsi. Se questo non dovesse accadere, è probabile che ci saranno nuovi sanguinosi scontri.
Intanto un'intera nazione trattiene il respiro.

Altri dettagli su: The Gleaner
Leggi anche: Tropici in diretta: Scene di guerra in Giamaica(24/5/2010) e The Economist (11/3/2010)


Schede PaesiTropicali: Giamaica


line

     
     
     


Hai un sito o un blog? PaesiTropicali.com ti è piaciuto? allora regalaci un Link
Con il tuo aiuto il nostro portale diventerà sempre più utile e interessante. Grazie.


line line